Manovra, la Maggioranza spaccata sulle cartelle. Salvini all’attacco sulle bollette: “Servono altri soldi”

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MILANO – Tempi strettissimi per il percorso della Legge di Bilancio in Parlamento. La Manovra resta ancora ferma in Commissione Bilancio al Senato, dove  deve ancora iniziare la votazione sui 700 emendamenti segnalati dai partiti, dagli oltre 6000 presentati inizialmente.  Si attende soprattutto il maxiemendamento del governo che dovrebbe recepire soprattutto il taglio delle tasse frutto dell’accordo tra le forze di Maggioranza. Forza di Maggioranza però che restano divise sul tema delle cartelle. Il Centrodestra si è mosso compatto nei giorni scorsi invocando un nuovo rinvio per il pagamento degli atti il cui pagamento è rimasto congelato durante la fase più acuta dell’emergenza. “”È imprescindibile una soluzione per la valanga di cartelle in arrivo nei primi mesi del 2022 con modalità di dilazione che permettano a cittadini e imprese di non trovarsi nuovamente in difficoltà”, ha detti il coordinatore di Forza Italia minacciando anche uno stop alla Manovra in assenza di un nuovo slittamento.

Un rinvio che sempre ieri però la vice ministra dell’Economia Laura Castelli è parsa escludere. “Al tavolo del fisco, con tutta la maggioranza, si è scelta una strada precisa, approvata poi dal Consiglio dei ministri, che vale 8 miliardi. In questo schema le cartelle esattoriali non ci sono. Penso anche io che sia un tema importante, ma molto oneroso, e non contenibile nelle risorse a disposizione del Parlamento. La maggioranza al Senato, che lavora sulla legge di bilancio, lo sa bene”, ha detto all’Ansa.

Caro bollette: il governo studia il taglio dell’Iva e delle accise

Ad agitare la maggioranza continua poi ad esserci il tema bollette. A tornare sulla questione è stato questa mattina il leader della Lega Matteo Salvini. “Il presidente Draghi ha trovato quasi 4 miliardi per luce e gas, bisogna trovarne di più e in prospettiva continuare a investire sia sul gas che sulle energie alternative e sicure come il nucleare, come sta facendo tutto il resto del mondo”, ha detto. Di Manovra e bollette ha parlato anche il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, nell’incontro a Palazzo Chigi con Mario Draghi. Tra gli interventi chiesti dall’ex premier,lo stop al tetto Isee per l’accesso al Superbonus per alcune tipolohie di edifici.

Il tempo però stringe. Gli emendamenti come detto devono essere ancora discussi e votati. A quel punto il testo modificato sarà sottoposto all’aula e dovrà passare al vaglio della Camera. Il tutto entro la scadenza del 31 dicembre

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