Manovra lavvertimento di Renzi Dai Servizi al bilancio bisogna rispettare le regole e le istituzioni

Manovra, l’avvertimento di Renzi: “Dai Servizi al bilancio bisogna rispettare le regole e le istituzioni”

La Republica News
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“Dal rispetto delle forme democratiche, del bicameralismo deriva una credibilità delle istituzioni che rischia di essere messa a dura prova. Non smetteremo di chiedere che ci sia il rispetto in tutte le forme istituzionali, dai Servizi segreti alle regole per approvare la legge di bilancio. O il Senato rischierà di essere distrutto”, ha dichiarato il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, durante la sua dichiarazione di voto in Senato prima della votazione della manovra. Questa mattina, infatti, a Palazzo Madama maggioranza e opposizione dovranno esprimersi sulla legge di bilancio 2021 da 40 miliardi, che dovrà entrare in vigore entro il 1 gennaio 2021 per scongiurare l’esercizio provvisorio. In tarda mattinata è previsto il voto di fiducia e l’approvazione finale del provvedimento.

“Non saremo mai complici di uno spreco di denaro – ha avvertito il leader di Italia Viva – voteremo sì alla manovra, ma il governo decida cosa vuole fare da grande”. E ha osservato: “Se il governo gialloverde approva la legge elettorale in 48 ore, si va alla Corte costituzionale, come ha fatto il Pd. Se lo fa il governo giallorosso si sta zitti?”.

Manovra, dal blocco dei licenziamenti al taglio del cuneo fiscale e assegno unico ai figli.

Il richiamo di Renzi al rispetto del bicameralismo nasce dalle parole del senatore del Pd Luigi Zanda, che nel suo intervento ha sottolineato: “Il monocameralismo alternato di fatto che stiamo praticando sulla legge di bilancio è una modifica dovuta a tempi che mal si conciliano con i tempi del lavoro parlamentare. Ma – ha concluso il dem – dobbiamo evitare che ciò che è legato ad una emergenza diventi poi consuetudine e crei precedenti”.

Il leader di Iv ha poi sottolineato l’importanza, per il Recovery Plan, di investire in “ricerca e innovazione” e ha ribadito: “Il Mes, con i suoi 36 miliardi di euro, può cambiare la storia della sanità italiana”.



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