Manovra, le critiche dei sindacati. “Di corto respiro, manca la direzione di marcia”

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MILANO – Giornata di audizioni in Parlamento per la Legge di Bilancio. Ad aprire l’appuntamento di prima mattina sono stati i sindacati, con la Cgil che ha parlato di una una manovra “di corto respiro” mentre secondo la Uil “manca una direzione di marcia”. Più prudente la Cisl che apprezza le misure per fronteggiare l’emergenza ma giudica il testo “debole sul lato espansivo” A seguire attesi gli interventi di Confindustria e del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Punti chiave

  • Cgil: “Manovra di corto respiro”

Cgil: “Insufficiente decontribuzione, serve intervento su fiscal drag”

La Cgil guarda a nuovi interventi a sostegno dei salari colpiti non solo dal caro bollette ma anche da una inflazione sempre più pesante. E oltre ad un irrobustimento della decontribuzione prevista dalla manovra ma in maniera “totalmente insufficiente” rilancia la necessità di rimettere mano al Fiscal Drag, scomparso dalle cronache economiche dal 2001. Il sindacato infatti invoca la restituzione del drenaggio fiscale per riequilibrare e sostenere quei redditi ‘gonfiati’ dall’inflazione che finiscono per pagare tasse non allineate alla condizione del lavoratore.

“La decontribuzione prevista dalla legge di bilancio è insufficiente:
è di fatto la proroga di quanto già previsto dal governo Draghi. Serve invece un intervento coraggioso. Sia aumentata la decontribuzione dunque e si risponda all’aumento dell’inflazione che schiaccia i salari con interventi di fiscal drag.

Cisl: “Manovra fronteggia l’emergenza ma è debole su lato espansivo”

l giudizio della Cisl sui contenuti della manovra e’ “articolato perche’ contiene misure importanti per fronteggiare l’emergenza ma per l’altro verso e’ ancora debole e insufficiente sul versante espansivo”. Lo ha sottolineato il segretario confederale, Ignazio Ganga, nel corso dell’audizione di fronte alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato.

“Alcuni interventi li abbiamo valutati favorevolmente perche’ si collocano in continuita’ con le scelte del legislatore e rispondono alle nostre richieste”, ha osservato Ganga. Tuttavia, ha evidenziato, “siamo contrari alle scelte in materia tributaria che non rispondono al principio di equita’”.
Per la Cisl, “occore rafforzare le misure di sostegno all’emergenza collegandole a una visione di sviluppo qualificata” e “integrare le risore prendendo in considerazione un nuovo scostamento di bilancio”. Il sindacato ritiene inoltre “essenziale un’azione incisiva nella lotta all’evasione fiscale che non traspare”

Uil: “Manca direzione di marcia”

La manovra “contiene un po’ di tutto e un po’ di niente nel senso che presenta un insieme di misure che però mancano di una visione di fondo”, avverte la Uil, in audizione di fronte alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato con il segretario confederale Domenico Proietti. “Avremmo bisogno di una legge di bilancio che indichi una direzione di marcia soprattutto puntando sulla necessità di sostenere i redditi da lavoro dipendente e da pensione”, dice, per far fronte ad un 2023 che si presenta “molto complesso dal punto di vista economico con un forte rischio di recessione: c’è quindi bisogno di sostenere i redditi per dare respito ai consumi”.

Tra i diversi punti toccati, la Uil chiede “un intervento significativo” di taglio del cuneo fiscale per “sostenere buste paghe e pensioni”: su questo fronte, dice Proietti, “credo che si debba e si possa fare di più”. propone anche di detassare tredicesime e aumenti contrattuali e della contrattazione di secondo livello.
La Uil è critica su flat tax e condono fiscale, “l’ennesima beffa”. E sul fronte delle pensioni indica che quota 103 “risponde in minima parte alle esigenze dei lavoratori precoci”. E’ “sbagliata l’abolizione del reddito di cittadinanza”, serve il “salario minimo come “aiuto per contrastare il lavoro pagato poco”. E viene rilevata, tra ‘altro, una “grande assenza di interventi per il Mezzogiorno”.

Cgil: “Manovra di corto respiro”

“Per la condizione che sta attraversando il Paese, per i quadro recessivo che rischia di aprirsi nel 2023, per l’emergenza salariale e per le condizioni materiali delle persone, ci sembra che questa manovra non risponda ma abbia un tratto di corto respiro, in alcuni casi cortissimo” come per le misure di sostegno sul caro-energia che “scadono nel primo trimestre”. La Cgil lo sottoliena in audizione di fronte alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato con la vicesegretaria generale Gianna Fracassi.

“Si tratta sostanzialmente di proroghe di misure già contenute nei decreti aiuti” o di “misure simbolo che non servono al Paese”, come sul fisco: “il giudizio è negativo sulle misure fiscali”.
“Riforme a pezzi o pezzettini non ci convincono”, no “ai condoni”. E’ una manovra che crea anche “condizioni per un aggravamento della situazione, come su sanità e istruzione”, dice tra l’altro, in un ragionamento più ampio, la Cgil. “Non ci sono più risorse per il Mezzogiorno”, non “sulla cultura”, e “sul dissesto ci sembra che ci sia addirittura un arretramento”.

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