Manovra, Pd e Movimento ancora divisi sul relatore. I 5S: “Le accuse di Zanda? Infondate e strumentali”. I dem: “Gravissimo il no dei grillini a Errani”

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Sul relatore della manovra è ancora scontro tra i partiti di maggioranza. Oggi in un’intervista a Repubblica il pd Luigi Zanda ha spiegato che l’atteggiamento dei 5 Stelle di non votare con i dem Vasco Errani come relatore della manovra “è un segnale negativo per molte ragioni. La prima perchè Errani è un senatore di Leu competente, poi perchè la rotazione degli incarichi in una maggioranza è necessaria”. Ma i grillini replicano alle accuse: “Si tratta di accuse strumentali, a Zanda forse sfugge la visione d’insieme”, replica Marco Pellegrini, vicepresidente del Movimento 5 Stelle al Senato. “Vorrei rammentare a tutti quelli che esternano inserendosi nella sua scia – prosegue – che il M5S è il gruppo di maggioranza relativa in Parlamento e avrebbe tutto il diritto, nel caso, di avere un relatore alla legge di bilancio”.

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Pellegrini ha poi sottolineato che “nessuno ha mai garantito che l’incarico di relatore sarebbe stato assegnato a Vasco Errani, pur nel rispetto e nella considerazione per la persona”. E ricorda: “Il presidente 5S della commissione Bilancio, Daniele Pesco, ha avanzato agli altri gruppi una proposta di nomina di tre relatori: uno per il M5S, uno per le forze di centrodestra e uno per quelle di centrosinistra. Proposta che non è stata accolta”. A questo punto, conclude Pellegrino, “la presidente della commissione bilancio può esercitare tutte le prerogative che gli competono nell’individuare il relatore della legge di bilancio, prerogative che vengono normalmente esercitate dai presidenti di commissione del Pd e delle altre forze politiche”.

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Ma dal Pd si alzano le voci di protesta. “La nostra non è una provocazione”, spiega il dem Alan Ferrari che si dice “preoccupato” per la situazione e per “l’atteggiamento incompresibile del Movimento  che predica bene e razzola male”. E poi aggiunge: “Da senatore del centrosinistra sarei un po’ dispiaciuto se i 5 Stelle non si considerassero dentro una scelta comune di cui il Pd aveva parlato informalmente ai grillini”.

A parlare di un no ad Errani “incomprensibile e gravissimo” è, su Twitter, anche il senatore del Pd Andrea Marcucci. “Il partito di Conte – dice – decida se è il caso di tagliarsi tutti i ponti alle spalle”.

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