Manovra: stop agli extraprofitti, arriva il contributo di solidarietà sulle imprese energetiche: l’incasso scende a di 2,6 miliardi

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Roma – Il governo Meloni cambia la tassa sui guadagni delle imprese energetiche. Non ci sarà più la tassa sugli extraprofitti. Nella manovra che verrà presentata in via definitiva nelle prossime ore, a diventa un “contributo di solidarietà temporaneo”. La misura sarà valida solo per il prossimo anno, prevede un’aliquota del 50 per cento sulla quota del reddito complessivo conseguito nel periodo d’imposta antecedente al primo gennaio 2023, che eccede per almeno il 10% la media dei redditi conseguiti nei quattro anni d’imposta precedenti. L’incasso stimato si aggira sui 2,6 miliardi.

Sono quindi due le novità. La prima è che si passa da un prelievo che prendeva come base imponibile le operazioni soggette a Iva, sia in entrata che in uscita, a una aliquota che guarda direttamente alla reddittività. La seconda novità riguarda l’ammontare complessivo delle entrate da parte dello Stato: l’esecutivo Draghi prevedva circa 11 miliardi, il governo Meloni si limita a 2,6 miliardi.

La tassa sugli extraprofitti rimane ancora valida per l’anno in corso, con tutti gli annessi e connessi di ricorsi al Tar e opposizioni legali da parte degli operatori. Di fatto, come aveva annunciato in Parlamento, la premier Meloni ha corretto la norma voluta da Draghi e ha accolto i “suggerimenti” delle aziende energetiche: ci saranno molte meno opposizioni, ma per un incasso minore.

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