Marcell Jacobs, il ritorno in Italia. “Neanche nei miei sogni un’Olimpiade così”

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Alle 20.19, con 11 minuti di anticipo, il monitor dell’aeroporto di Fiumicino segnala l’atterraggio dell’aereo che riporta a casa la doppia medaglia d’oro Marcell Jacobs, di ritorno da Tokyo. Il campione, vincitore di due titoli olimpici nei 100 metri piani e nella staffetta 4×100, la rivelazione dei Giochi giapponesi, è rientrato in Italia dopo aver coronato le sue Olimpiadi come portabandiera dell’Italia nella cerimonia conclusiva di domenica sera. Sul volo anche le farfalle della ritmica Martina Centofanti, Agnese Duranti, Alessia Maurelli, Daniela Mogurean e Martina Santandrea, medaglia di bronzo nel concorso a squadre.

“Devo ancora realizzare queste medaglie, penso che lo farò nei prossimi giorni. Devo ringraziare tutti i miei sostenitori e tutta Italia perchè senza il loro tifo non sarei arrivato qui”, ha detto Jacobs all’arrivo dopo aver riabbracciato la moglie Nicole e i due figli.

“Neanche nei miei sogni mi sarei immaginato un’Olimpiade così. E’ magnifico vedere il mio nome accostato a quello dei grandi. Vedere che siete tutti qui per me è bellissimo. Queste medaglie sono sudate. Il peso si sente fisicamente, mentalmente sarà un bel l’impegno perché tutti si aspetteranno tanto da me”, ha aggiunto Jacobs. “I detrattori? Io ho sempre creduto nei sogni, tutto è possibile. Chi ha messo in dubbio le mie prestazione non conosce il mio percorso e quello che ho fatto. Ora si torna alla normalità, ho vinto due medaglie d’oro ma sono lo stesso di sempre. Tornerò ad allenarmi e anzi, se ci saranno bambini accanto a me sarà ancora meglio”.

La gioia della madre: “E’ partito ragazzino pieno di speranza, è tornato uomo”

La mamma di Jacobs, Viviana, all’aeroporto ancora non si rende conto “di quello che ha realizzato Marcell. È partito ragazzino, pieno di speranza, ed è tornato uomo”. Gli occhi raccontano il suo amore, la gioia e la soddisfazione. In festa i suoi amici, una ventina circa quelli fatti entrare all’interno del Terminal 3, tutti con una maglia bianca con sopra la sua foto.

Il volo Alitalia AZ793 su cui viaggiava Jacobs insieme ad altri atleti italiani e al presidente del Coni Giovanni Malagò è partito alle 14.41 ora locale, le 7,41 del mattino in Italia, dalla capitale giapponese per atterrare a Fiumicino quasi tredici ore più tardi.

“Sono sempre stato convinto di arrivare a 38-39 medaglie, certo che alcune sono state inaspettate. I detrattori? Si commentano da soli. Riguardo alle polemiche su Marcell, dico che nello sport adesso gli atleti sono sottoposti a controlli rigidi e continui. A maggior ragione se fai il record…”, ha detto Malagò, il primo ad arrivare nell’area dove amici e tifosi hanno atteso i campioni.

Due medaglie storiche per lo sport italiano

Ci sarà un prima e un dopo Jacobs nella storia degli atleti azzurri. Nessuno prima era riuscito a qualificarsi nella finale dei 100 metri piani, lui non solo ce l’ha fatta ma ha anche conquistato un oro che per molti sembrava impossibile. Erano le 14 e 50 di domenica 1 agosto, l’atleta 26enne ha appena corso in 9″84 la sua gara (record europeo) e viene abbracciato da Tamberi, che 11 minuti prima aveva fatto un’altra impresa: oro, alla pari con Barshim, nel salto in alto. Cinque giorni più tardi, la storia si ripete. In formato diverso, ma sempre con la firma di Jacobs, che insieme a Tortu, Desalu e Patta, i fantastici quattro della squadra azzurra, sale sul gradino più alto del podio nella staffetta 4×100. Battuta la Gran Bretagna per 1 centesimo, conquistata la 5° medaglia d’oro nell’atletica (oltre alle due nella marcia di Stano e Palmisano): solo gli Usa ne possono vantare di più.

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Autografi, selfie e foto con le medaglie all’aeroporto di Tokyo

Già alla partenza da Tokyo Marcell Jacobs era stato salutato come una superstar. Il velocista appena arrivato col resto del gruppo degli azzurri è stato accolto allo scalo di Haneda da una folla di fotografi, cameramen e di passeggeri e addetti allo scalo, che dalle terrazze dell’area shop hanno cominciato a riprenderlo, mentre in molti si sono messi in fila per autografi e selfie. Poi Jacobs ha estratto le due medaglia dalla valigia, se le è messe al collo e si è messo in posa per le foto, tra gli applausi di tutto lo scalo.

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La sfida del pilota: “Gara sui 100 metri contro un aereo di linea”

Uno dei piloti del volo che ha riportato Jacobs a casa ha sfidato il campione a correre i 100 metri sulla pista dell’aeroporto sfidando un aereo di linea. “Potremmo sempre provare a fare una prova su una pista di aeroporto, 100 metri” con un aeroplano, ha scherzato il comandante del volo Dario Landi scambiando due chiacchiere con Jacobs prima della partenza. Proposta che il velocita italiano ha subito accolto divertito: “Sarebbe bello, sarebbe interessante”. Considerando che un aereo di lungo raggio impiega dai 7,5 agli 11 secondi – a seconda del peso del carico dell’aereo – per fare 100 metri, la sfida potrebbe anche far tremare i 9.80 secondi con cui Jacobs ha vinto l’oro a Tokyo.

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I compagni di staffetta di Jacobs,  Filippo Tortu, Fausto Eseosa Desalu e Lorenzo Patta, insieme ai due ori nella 20 km di marcia, Antonella Palmisano e Massimo Stano, erano arrivati a Fiumicino 24 ore fa.  I cinque campioni olimpici sono stati accolti all’arrivo all’aeroporto da lunghi applausi e dal “po-po-po-po” cantato da amici e parenti, tra cui Fatima Lotfi, la moglie di Massimo Stano, che, con in braccio la figlia Sophie, ha poi donato al marito una corona d’alloro, e Lorenzo Dessi, il marito di Antonella Palmisano che ha omaggiato la moglie con un mazzo di fiori.

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