Marco Melandri: “Ho preso il covid volontariamente per avere il Green Pass”

Pubblicità
Pubblicità

“Ho preso il virus perché ho cercato di prenderlo, e, al contrario di molti vaccinati, per contagiarmi ho fatto una fatica tremenda. L’ho fatto per potere essere in regola almeno per qualche mese e non è stato nemmeno facile”. Così l’ex pilota di MotoGp, Marco Melandri, ha rivelato di aver contratto il covid non per caso, ma per scelta. “Mi sono dovuto contagiare per necessità, dovendo lavorare e non considerando il vaccino un’alternativa valida. D’altra parte conosco molte persone con due dosi che provano a infettarsi per evitare la terza”.

“Il Green Pass è un ricatto”

In un’intervista al magazine Mow (mowmag.com), il 29enne ravennate, campione del mondo delle 250 nel 2002, dopo aver assicurato di stare bene e di essere negativo già da giorni, parla apertamente della sua scelta: “Per me il green pass era e rimane un ricatto: lo userò solo per lavoro e se devo accompagnare mia figlia. Sono disposto a utilizzarlo solo per lo stretto necessario. Bastava vaccinarsi? Uno può avere svariati motivi per non volersi vaccinare, anche perché fino a prova contraria questo resta un vaccino sperimentale e con un meccanismo diverso rispetto a tutti i vaccini del passato, legato all’mRna – prosegue Melandri -. Uno ha tutto il diritto di avere dei dubbi, soprattutto se, come nel mio caso, uno ha già avuto la malattia e aveva gli anticorpi”.

“Sono contro le violazioni della libertà”

“Chi prende la malattia è molto più protetto dopo. Io sono risultato positivo senza nemmeno accorgermi di avere qualcosa. Mia figlia non è risultata neanche positiva”, spiega il pilota che assicura di non avere “niente contro i vaccinati, come non ho nulla contro i non vaccinati. Io sono contro le violazioni della libertà. La Costituzione ci dice che siamo liberi di scegliere con cosa curarci, mentre questo Governo ci ha definitivamente cagato sopra – il parere di Melandri -. Sfruttano questa cosa dei vaccini per metterci uno contro l’altro e nel frattempo con l’altra mano inseguono il vero scopo. Stanno giocando al gioco dell’illusionismo: tutti si concentrano su vaccini e green pass mentre nel frattempo per esempio le bollette raddoppiano”.

“Sto con Djokovic, è una faccenda politica”

Melandri è dalla parte di Novak Djokovic. “Uno dei più importanti tornei del mondo non poteva non avere il numero uno e quindi sono stati loro a fare di tutto per farlo entrare. Poi è subentrata la politica, perché la questione non ha nulla a che fare con la salute. Conseguenze per la carriera? Credo se ne freghi altamente e lo stimo tanto perché ha dei valori ed è giusto così, perché questa non è più un’emergenza sanitaria, è solo una faccenda politica”.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source