Marco Tullio Barboni sulle orme di mio padre Enzo regista di Lo chiamavano Trinita

Marco Tullio Barboni, ‘sulle orme di mio padre Enzo regista di Lo chiamavano Trinità’

Libero Quotidiano News
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14 dicembre 2020

Roma, 14 dic. (Labitalia) – “Con ‘Lo chiamavano Trinità’ il cinema per me è diventato un destino”. A dirlo all’Adnkronos/Labitalia Marco Tullio Barboni, figlio del regista Enzo Barboni. “Ho cominciato mezzo secolo fa – racconta – a muovere i primi passi (passi professionali, con annessi contributi Enpals, non quelli da semplice, curioso e fortunato frequentatore di set) nel mondo del cinema: secondo aiuto regista, questa era la mia qualifica. Non avevo ancora diciotto anni e il film si chiamava ‘Lo chiamavano Trinità’, un piccolo western all’italiana di cui mio padre era l’autore, tutto girato intorno Roma per contenere i costi, con pochi soldi e tante idee considerate troppo stravaganti dai più”.
“Mai – assicura- avrei pensato che cinquant’anni dopo sarei stato chiamato a raccontare quell’esperienza a giornalisti di mezzo mondo (tedeschi in prevalenza ma anche austriaci, spagnoli, ungheresi) per testimoniare com’era nato e si era sviluppato uno dei più grandi successi continentali di tutti i tempi”.
“Strano mondo il cinema – commenta Marco Tullio Barboni – ‘il più grande giocattolo del mondo’ lo definiva mio padre ma, questo l’ho scoperto subito dopo, giocato con grande passione e professionalità da gente che non ha mai perso il bambino che è in ognuno di noi. Adesso, cinquant’anni dopo quell’esperienza, è diventato motivo ispiratore del mio terzo libro ‘Matusalemme Kid. Alla scoperta di un cuore bambino’. Adesso, dopo anni da quel primo ciak e dopo aver letto ciò che hanno scritto in proposito tanti grandi maestri ho capito quanto è importante nella vita di ognuno e quanto, in particolare, io debba essergli grato perché senza la sua prepotente presenza in mio padre, in Bud Spencer e in altri protagonisti di quella stravagante avventura di cinquant’anni fa, la mia vita e quella di tutti coloro che hanno contribuito a perpetuare la saga, non ultime le numerose generazioni di spettatori che ne hanno riso e continuano a sorriderne, sarebbe stata diversa. E certamente non migliore”.



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