Marino, il poliziotto morto nel Nuorese per aiutare un automobilista: nelle ultime parole il senso del dovere

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Repubblica dedica uno spazio fisso alle morti sul lavoro. Una Spoon River che racconta le vite di ciascuna vittima, evitando che si trasformino in banali dati statistici. Vite invisibili e dimenticate. Nel nostro Paese una media di oltre due lavoratori al giorno non fa ritorno a casa e “Morire di lavoro” vuole essere un memento ininterrotto rivolto a istituzioni e politica fino a quando avrà termine quello che è stato definito “crimine di pace”.

“Per favore indossi la pettorina”.  Le ultime parole di Marino, nella loro semplicità sono la sintesi del dovere, del lavoro, dell’altruismo. “Indossi la pettorina” ha detto Marino Terrezza alla donna che stava lì sul bordo della strada, la statale 131 nel Nuorese, mentre il compagno della donna aveva iniziato a cambiare la gomma dell’auto. Una banale foratura trasformata in tragedia. Marino, 36 anni, agente della Polizia stradale, in pattuglia con un collega si è fermato appena vista la coppia alle prese con l’inconveniente. Per aiutare e prevenire pericoli nella circolazione. La bandiera rossa e i lampeggianti per segnalare il pericolo. Lavoro, servizio, senso di responsabilità. Poi la morte, travolto da un’auto sopraggiunta.

Marino Trezza viveva a Orosei con la moglie, Silvia, e un bimbo di cinque anni (“Aveva scelto di stare qui, gli dobbiamo tutti qualcosa”, le parole del sindaco). Le spoglie sono tornate nella sua San Giorgio a Liri (Frosinone), non prima delle esequie in Sardegna. “Abbiamo perso un amico, un figlio, un fratello e un padre – ha detto il capo della Polizia stradale di Nuoro dall’altare del santuario della Madonna del Rimedio – . Da te abbiamo ricevuto sempre e solo sorrisi, voglia di imparare e amore per la tua divisa. La nostra speranza è che da lassù continui a vigilare su di noi”. Le note del silenzio, il picchetto d’onore dei colleghi, la bandiera tricolore sulla bara. Solennità per ricordare Marino. La stessa solennità che dovrebbe onorare ogni caduto sul lavoro.

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