Materie prime, nuova ondata di rincari. Gas record, la benzina sale ancora. Anche il grano in tensione

Pubblicità
Pubblicità

MILANO – Continua la corsa delle materie prime a seguito della guerra in Ucraina, con gli investitori preoccupati vista l’importanza della Russia sul mercato del gas e del petrolio. L’energia è il primo fronte in tensione, ma anche le materie prime agricole che provengono da quel quadrante geografico registrano nuovi picchi. Per i consumatori, si registrano nuovi rincari alla pompa di benzina.

Ieri, nel giorno in cui Opec+ ha deciso di mantenere invariati i piani di incrementi produttivi di greggio, le quotazioni dei prodotti petroliferi nel Mediterraneo hanno chiuso ancora in forte salita (soprattutto il diesel). Secondo la rilevazione giornaliera di Quotidiano energia, oggi le compagnie aumentano nuovamente i prezzi raccomandati di benzina e diesel. Eni li rivede all’insù di 4 centesimi, Tamoil, Q8 e IP di 3 centesimi. Intanto i prezzi praticati sul territorio dei due carburanti, a valle degli interventi dei giorni scorsi, risultano in netta crescita sia nella modalità self che nella modalità servito (con la verde che ha picchi superiori ai 2,1 euro/litro). Rincari si registrano anche per i prezzi praticati del Gpl. Più nel dettaglio, in base all’elaborazione dei dati alle 8 di ieri comunicati dai gestori all’Osservaprezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale praticato della benzina in modalità self sale a 1,896 euro/litro (ieri 1,886), con i diversi marchi compresi tra 1,892 e 1,910 euro/litro (no logo 1,879). Il prezzo medio praticato del diesel self cresce a 1,770 euro/litro (ieri 1,760) con le compagnie posizionate tra 1,771 e 1,781 euro/litro (no logo 1,761). Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio è a 2,024 euro/litro (ieri 2,015) con gli impianti colorati che mostrano prezzi medi tra 1,965 e 2,111 euro/litro (no logo 1,927). La media del diesel servito aumenta a 1,904 euro/litro (ieri 1,895) con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi tra 1,844 e 1,974 euro/litro (no logo 1,809). Anche i prezzi del Gpl crescono e vanno da 0,828 a 0,857 euro/litro (no logo 0,823). Infine, il prezzo medio del metano auto risulta ancora in saliscendi, con rialzi soprattutto nei distributori Eni, tra 1,753 e 1,885.

Rialzi record per la benzina vicina ai 2 euro per tutto l’anno e 400 euro in più a famiglia

Non si ferma, poi, la marcia al rialzo del prezzo del gas: sui mercati telematici ad Amsterdam ha toccato il record storico sfiorando 200 euro al Megawattora con il future Ice Ttf, che è il riferimento della materia prima per l’Europa. In un clima molto volatile e nervoso, ha poi ritracciato leggermente. Come spiega una nota di Unicredit, il gas naturale russo pesa per l’8% circa del consumo energetico europeo: per l’Italia e la Germania siamo intorno al 14%.

Si va indietro negli archivi anche per aggiornare i picchi del petrolio. Il prezzo di un barile di Brent, il punto di riferimento per l’Europa, ha superato la soglia dei 119 dollari giovedì per la prima volta dal febbraio 2013. Il barile di Wti, che è invece la qualità di riferimento per il mercato americano, ha superato la soglia di 115 dollari al barile ai massimi dal 2008.

Sulla Borsa merci di Chicago, quella di riferimento mondiale, il comparto agricolo registra nuovi scossoni: il future sul grano sale del 7,3% a 11,70 dollari per bushel, livello che non si vedeva dal 2008. Il costo del mais avanza del 3,25% a 7,63 dollari per bushel, sui massimi dal 2013. In aumento del 2,04% il prezzo dellai semi di soia a 17,11 dollari per libbra. Il mercato è alle prese con le pesanti sanzioni e le misure restrittive da parte delle economie occidentali e le esportazioni dal Mar Nero si sono quasi fermate. Inoltre il prolungarsi del conflitto rischia di ostacolare le semine primaverili.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source