Mattarella: “All’Europa servono politica estera, difesa e sicurezza comuni. Altrimenti viene meno”

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L’Europa come la conosciamo deve cambiare. non può restare nelle condizioni attuali. Deve trovare una bussola strategica o rischia di venire meno. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella inaugura il 26′ vertice di Arraiolos, ricevendo tredici Presidenti e Capi di Stato non esecutivi europei nel cortile d’onore del Quirinale spronando l’Unione a trovare una sua dimensione . Soprattutto servono una politica estera  di difesa e dii sicurezza comune, dice il capo dello Stato. Altrimenti l’edificio resterà incompleto.

“Next Generation non è soltanto un piano di resilienza e ripresa ma un programma a lungo termine verso una doppia transizione, verde e digitale. Si tratta di costruire il nostro futuro”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla prima sessione di lavori del sedicesimo incontro del Gruppo Arraiolos al Quirinale. “Next Generation -ha detto tra l’altro il Capo dello Stato nel suo intervento,di cui una sintesi è stata diffusa dal Quirinale- è la strategia. Il percorso per realizzarlo è l’autonomia dell’Unione”.

 “E’ ineludibile, quindi, – spiega  Mattarella- . definire quella che è stata chiamata la ‘bussola strategica’ per fare dell’Europa un attore protagonista e non un comprimario nella comunità internazionale, delineando una prospettiva strategica nell’ambito della cui cornice si inquadra la politica di sicurezza”, dice il capo dello Stato.

“Credo che si possa dire che l’Unione non può restare nelle attuali condizioni: o si completa il suo edificio o si rischia che venga meno, con tutto ciò che ci ha consegnato, di pace, di diritti, di prosperità”. aggiunge il presidente della Repubblica. “Questa esigenza – continua – richiama anche la definizione di una politica estera comune e lo sviluppo congiunto di capacità nel settore di sicurezza e difesa”.

Per la terza volta in pochi giorni Mattarella torna a parlare di Afghanistan e dice: “Il caso Afghanistan – come pochi anni addietro il caso, tuttora aperto, della Siria – ha plasticamente raffigurato una Unione incompleta che ha bisogno ineludibile di costruire – e aggiungo rapidamente – una propria autonoma credibilità nell’ambito delle relazioni internazionali”.

 Per Mattarella “anche in questa visione, l’Unione si pone in piena complementarietà con la Nato, rafforzando il suo ruolo di produttore di sicurezza. Accrescere le nostre capacità, fare dell’Unione un attore più credibile è importante per l’Europa e, vorrei aggiungere, lo è anche per gli Stati Uniti, in un mondo sempre più caratterizzato dal protagonismo di grandi soggetti internazionali. La presenza efficace tra questi dell’Unione Europea rafforza il rapporto transatlantico anche nel dialogo con gli altri interlocutori”.

“Pensiamo – conclude Mattarella – – in che condizione potremmo essere oggi se l’Unione avesse proseguito in tema di difesa sulla strada delineata al Vertice di Helsinki di ventidue anni fa, dove si era concretamente definito un Corpo di intervento operativo di sessantamila unità”.

Il presidente della Repubblica parla anche di Covid. E lo fa anche empre chiave europea. “Le crisi ci hanno insegnato come la tutela delle nostre sovranità passi necessariamente attraverso la difesa e lo sviluppo della sovranità condivisa nell’Unione”, dice. Una risposta alle tesi sovranisti che circolano nel Vecchio Continente e anche in Italia. “La pandemia – sottolinea – ci ha condizionato fortemente, tra lutti e sofferenze, e ha reso evidente la nostra comune vulnerabilità; paradigma dei tanti problemi globali che nessuno dei nostri Paesi è in condizione di affrontare in solitudine”.

Ma proprio la crisi pandemica, – conclude Mattarella -, ha portato nel corso di quest’anno l’Unione a “compiere, insieme, passi avanti significativi”, predisponendo “strumenti nuovi, agendo rapidamente, per rispondere alle attese degli europei che chiedevano protezione e sostegno”.

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