Mattarella firma il decreto ristori gli aiuti raddoppiano o si moltiplicano per 4 ma non per tutti

Mattarella firma il decreto “ristori: gli aiuti raddoppiano o si moltiplicano per 4 ma non per tutti

La Republica News
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ROMA –  Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto cosiddetto ristori, contenente ulteriori misure la tutelare della salute e per sostenere i settori produttivi colpiti dall’emergenza covid. Il testo aveva ricevuto questa sera la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato e sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale in edizione straordinaria.Scorrendo le tabelle con l’elenco delle attività produttive che hanno diritto agli aiuti previsti dal decreto “ristori” si capisce anche perché nelle ultime ore tassisti e Ncc siano scesi in piazza parlando di “mance”, a proposito del Dl:  sono infatti l’unica categoria produttiva per la quale viene erogata la stessa cifra della volta precedente, l’unica casella con su scritto “100%” a fronte delle gelaterie che ottengono il 150%, dei ristoratori che arrivano al 200% e soprattutto delle discoteche e night club che arrivano al 400%. I settori produttivi sono identificati con i codici Ateco, sistema criticato dalle associazioni di categorie perché in diversi casi dà luogo a discriminazioni tra situazioni molto simili: tra gli esclusi dai contributi erogati dal governo, per un ammontare complessivo di 5,4 milardi, il comparto della distribuzione automatica (danneggiate dallo svuotamento degli uffici tornati in smart working), le lavanderie industriali (parte, mai considerata tale, della filiera del turismo), gli agenti di commercio, le imprese della ristorazione collettiva.
Ristori al 100%Le due categorie che devono “accontentarsi” di ricevere lo stesso contributo dell’ultimo decreto sono solo due: trasporto con taxi e trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente. Oggi sono entrambe scese in piazza, bloccando in alcune città anche il traffico in alcune zone. I rappresentanti dei tassisti hanno incontrato  i vice ministri dell’Economia, Laura Castelli e Antonio Misiani. I rappresentanti degli Ncc hanno manifestato per ore in piazza Montecitorio: “Il decreto non indennizza le imprese Ncc auto e bus, se non con una “mancia” di 1000/2000 euro – contesta Barbara Galli, di Fia Confidustria Federvarie – a fronte di chiusure effettive di tutto il comparto a causa della mancanza di richiesta di mobilità, che comportano perdite di milioni di fatturato”.RIstori al 150%Molto variegato il gruppo che include i ristori al 150% e che va dalle gelaterie e pasticcerie, comprese quelle ambulanti, a tutto il settore dell’ospitalità, alberghi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, campeggi, affittacamere, agriturismo. Stessa quota per i bar senza cucina, mentre la ristorazione con somministrazione è al 200%. Stessa differenza anche per pasticcerie e gelaterie ambulanti rispetto alla ristorazione ambulante: rimborsi al 150% le prime e al 200% per le seconde, nonostante la forte affinità tra le due attività.RIstori al 200%Tutta la ristorazione ha ottenuto di raddoppiare i rimborsi rispetto alla quota precedente.  Non solo ristoranti, ma anche le attività di ristorazione connesse alle aziende agricole, il catering per banchetti ed eventi. Inoltre in questa tipologia di ristoro rientrano gli operatori dello sport e dello spettacolo, palestre, club sportivi, piscine, stadi, cinema, sale da concerto, attività di supporto alle attività artistiche, l’elenco è molto dettagliato e cerca anche di includere “l’indotto”. E ancora, centri termali, sale da gioco, organizzazioni congressuali, attività di organizzazioni associative. Tuttavia proprio i ristoratori oggi sono scesi in piazza in tutta Italia, chiedendo di poter lavorare l’intera giornata: i ristori, anche al 200%, non compensano neanche lontanamente le entrate perdute, protestano.Ristori al 400%C’è un’unica categoria: quella delle discoteche, sale da ballo, night club e simili. Evidentemente il governo ritiene che sia questa la categoria che ha ricevuto i danni maggiori.


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