Mattarella: “La Costituzione nasce per espellere l’odio. Serve rispetto per le diversità. Non alimentare contrasti e anacronistici nazionalismi”

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RIMINI – “Su cosa si fonda, la società umana?” Sul “carattere dello scontro? È inseguire soltanto il proprio accesso ai beni essenziali e di consumo? È l’ostilità verso il proprio vicino, il proprio lontano? È la contrapposizione tra diversi? O è, addirittura, sul sentimento dell’odio, che si basa la convivenza tra le persone?”. Sette anni dopo, il presidente Sergio Mattarella, torna al Meeting di Rimini.

Si rivolge innanzitutto ai ragazzi e parte da questa domanda. Ricordando che ogni volta che l’umanità si è trovata sul baratro “ha trovato dentro di sé le risorse morali per ripartire, per costruire un mondo diverso, in cui, il conflitto, lasciasse posto all’incontro. Per immaginare, e progettare, il futuro insieme”.

Ecco, anche dopo le guerre mondiali e la nostra Assemblea Costituente come nasce “la nostra Costituzione: con l’amicizia come risorsa, a cui attingere, per superare – insieme – le barriere e gli ostacoli; per esprimere la nostra stessa umanità”.

Senza ovviamente alcun riferimento alle accese polemiche di queste ore, anche originate dal caso Vannacci, il presidente si richiama alla ricchezza di un Paese che fa dell’accoglienza e dell’incontro tra popoli il suo valore.

“Valore del nostro straordinario popolo – tanto apprezzato e amato nel mondo – sottolinea il Capo dello Stato – frutto, nel succedersi della storia, dell’incontro di più etnie, consuetudini, esperienze, religioni; di apporto di diversi idiomi per la nostra splendida lingua; e diretto a costruire il bene comune”.

Il Presidente si ferma poi sul tema dell’Ucraina invasa. Della guerra in Europa. Cita l’invocazione del presidente della Cei, Zuppi. “Non mancano, mai, i pretesti, per alimentare i contrasti. Siano la invocazione di contrapposizioni ideologiche; di caratteri etnici; di ingannevoli, lotte di classe; o la pretesa di resuscitare anacronistici nazionalismi. Quanto avviene ai confini della, nostra, Europa, dopo l’invasione dell’Ucraina, da parte della Federazione Russa, ne dà, drammatica, testimonianza”.

E citando poi il diritto alla felicità “del filosofo napoletano Gaetano Filangieri”, ricorda che “vi sono pochi dubbi, circa il fatto che, gli articoli della Costituzione, delineino una serie di diritti, e chiedano, alla Repubblica, una serie di azioni positive, per conseguire condizioni che rendano gratificante l’esistenza; sia pure senza la pretesa che la felicità sia una condizione permanente; quasi che la vita, con le sue traversie, non introduca momenti di segno diverso”.

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