094339799 47c0a10e c182 49a0 95d0 65b6cb604d18

Max Giusti: “Il tennis, il mio circolo gatto randagio e un messaggio per i giovani”

La Republica News
Pubblicità
Pubblicità

094339799 47c0a10e c182 49a0 95d0 65b6cb604d18

Max Giusti è il comico che fa ridere, che ci alleggerisce la vita. Ma che poi ha un altro lato, altruistico e serioso. E riguarda il tennis. È tra i soci proprietari del circolo Play Pisana a Roma. Qui c’è il suo rapporto con la racchetta, e anche per lui è uno stile di vita.

Max, cosa c’entra lei con il tennis?

“Cosa c’entra? Quella racchettina mi segue dappertutto. Ho le scarpe da tennis anche a Milano, capito?”.

Ma come nasce questa passione?

“Da un gruppo di amici che da anni stanno insieme e che un giorno hanno deciso di mettere in vita un’idea: così un club piccolo è diventato grande”.

È una cosa che nasce dall’adolescenza.

“No, io ho scoperto il tennis a 28 anni. Un po’ per svagare dagli spettacoli: Ricordo che quelli bravi scappavano, non volevano mai giocare…”.

E poi però s’è trasformata in qualcos’altro.

“È un’attività per me molto importante, volevo qualcosa che si toccasse, che rimanesse. E sono molto contento, ci sono ragazzi molto in gamba. Mi piace quando vedo i ragazzini che entrano a fare la scuola tennis, quasi mi commuovo”.

Ma c’erano sono altri sport nella sua vita?

“Uno, che c’è ancora: motocross, che pratico ancora. Anzi, sono alla vigilia di un campionato”.

E come si sposano due sport così diversi?

“È che non mi vedo fuori a un bar, a giocare a carte. Non mi vedo a sorseggiare l’aperitivo, mi vedo a sognare come fanno tutti i ragazzini e penso che lo sport possa essere molto utile per integrare i ragazzi. Per questo la nostra mascotte è un gatto randagio…”.

Un concetto filosofico molto bello.

“Sai, quando li accompagni, i ragazzi, nelle avventure e nei loro sogni senti una grande soddisfazione. Voglio solo aiutare, anche se faccio un altro mestiere. Fortunatamente molto piacevole…”.

Intanto hai fatto anche vita di federazione, conosciuto  i tennisti pro.

“È bello, perché loro si approcciano diversamente con me, quindi stanno più rilassati: d’altronde non è che io gli dico come fare, gli insegno a vivere come invece fanno molti”.

L’Italia vive un momento d’oro.

“Un grande cambiamento, fatto ormai quindici anni fa: prima c’erano tanti piccoli orticelli che non comunicavano, questa è la mia idea. I coach si nascondevano col terrore che qualcuno potesse portar via il loro ragazzo. Poi i tecnici sono comparsi in Davis, e anche questo è stato un momento decisivo. Infine i tanti Challenger, e Futures, organizzati in Italia: i nostri ragazzi hanno potuto farsi le ossa”.

Quindi non ha un solo rimpianto, riguardo al tennis.

“Ma che scherzi? E pensare che io attore conosciuto, quando apro il circolo nel primo anno ti fregano più o meno tutti, giuro. Però se queste attività sono sane e non si bluffa, allora sopravvivi e poi cresci. Come negli spettacoli, ti può piacere o non piacere, la risata non è disponibile. Quindi il senso è: devi attorniarti di persone che hanno voglia di volare, ragazzi veramente d’oro, educati di cui essere fieri”.

Chapeau. Per chiudere, che tennista è Max Giusti?

“Chi, io? Attaccante da fondo, con un ottimo dritto e un grande kick. Rimbalzo fino alla spalla, rovescio a una mano con il quale faccio la sciarpa e pure il cappotto”.



Go to Source