Meat Loaf, mistero sulle causa della morte. Diceva: “Se muoio, muoio, ma non sarò controllato”

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Da ore sul web continuano a rincorrersi le voci sulle reali cause della morte di Meat Loaf. La notizia della scomparsa a 74 anni della leggendaria rockstar è arrivata ieri attraverso la sua pagina social, “Abbiamo il cuore spezzato nell’annunciare che l’incomparabile Meat Loaf è morto stasera con al fianco sua moglie Deborah, le figlie Pearl e Amanda e gli amici più cari con lui nelle ultime 24 ore”, diceva il testo ricordando la sua straordinaria carriera”. Ma nulla più.

Secondo fonti del sito americano Tmz la star di Bat out of hell avrebbe dovuto partecipare a una cena di lavoro all’inizio di questa settimana per uno spettacolo a cui stava lavorando basato sul suo classico successo, I’d do anything for love. Ma ha cancellato l’impegno perché era gravemente malato di Covid e le sue condizioni erano poi ulteriormente peggiorate. E non è nemmeno chiaro se fosse vaccinato.

La critica contro mascherine e lockdown

Il cantante e attore, il cui vero nome era Michael Lee Aday, era estremamente categorico sui temi relativi a Covid, come lockdown e mascherine: “Se muoio, muoio, ma non sarò controllato”, aveva detto il rocker a The Pittsburgh Post-Gazette. Tuttavia aveva ammesso di essere terrorizzato dalla pandemia, nonostante si fosse orgogliosamente offerto di abbracciare l’intervistatore Scott Mervins, dicendogli: “Abbraccio le persone nel mezzo del Covid”.

“Sono spaventato a morte! – aveva spiegato – Mi state prendendo in giro? Ma mi dispiace, ho capito di dovermi fermare per un po’, ma non possono continuare a fermare la vita a causa della politica”, aveva detto al giornale.

Il rocker aveva anche parlato di uno studio secondo il quale “le mascherine che indossiamo sono inutili. Ma lo so da sei mesi – aveva aggiunto – Non fanno niente. Non ti impediscono di contrarre il Covid. Sono solo una seccatura: ti fanno prudere il naso e non ti fanno respirare”. E si si era lamentato di “un nazista” che gli aveva gridato “mettiti la maschera!” mentre era su un aereo.

A maggio aveva pubblicato una clip della canzone anti-lockdown di Eric Clapton e Van Morrison, Stand & Deliver, scrivendo “Listen and learn”.

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Il cambio di posizione

All’inizio della pandemia, la star aveva scritto che “dobbiamo tutti unirci per combattere lo scoppio di questo virus mortale”. Ed esortava i suoi follower a “proteggere te stesso e gli altri intorno a te. È importante che tutti noi seguiamo i consigli che ci vengono dati da tutte le nostre comunità mediche. Tutti sono a rischio!” affermava. Ma da allora, la maggior parte dei suoi post hanno riguardato il diritto di “continuare a fare rock nel mondo libero”, citando la canzone di Neil Young.

I problemi di salute

Meat Loaf ha avuto numerosi problemi di salute nel corso degli anni e una volta scherzando ha detto al Sun di essere un “gatto con 48 vite”. A novembre, aveva detto ai fan dei suoi dolori alla schiena, a causa dei quali aveva subito quattro operazioni negli ultimi anni.

“Gli interventi chirurgici alla schiena hanno fatto male a tutto”, ha detto parlando della sua assenza dai riflettori. “Non un leggero mal di schiena. Un dolore che ti mette in ginocchio… Non potevo camminare e nemmeno entrare o uscire dal letto senza aiuto. Non poteva fare niente!”.

Aveva raccontato di avere “13 viti che reggevano una o più piastre di metallo su mezza schiena. Lo dico a tutti voi – aveva scritto – la chirurgia alla schiena è l’ultima cosa per cui dovreste optare. Provate qualcos’altro”.

A fine novembre il rocker era sembrato più ottimista e nell’ultimo post, prima della morte, diceva di sperare che il suo programma tv iniziasse a marzo.

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