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Medio Oriente, l’esercito israeliano attacca Gaza con aviazione e carri armati. Netanyahu: “Andremo avanti per tutto il tempo necessario”

La Republica News
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L’esercito israeliano ha lanciato un massiccio attacco con forze aeree e carri armati nella Striscia di Gaza. Si tratta dei bombardamenti più duri contro la Striscia dall’Operazione Margine Protettivo del 2014. L’attacco è avvenuto in contemporanea al Nord e al Sud della Striscia. Famiglie palestinesi sono scappate dal nord a causa di quello che viene descritto come un vero e proprio diluvio di fuoco. In un primo momento l’esercito israeliano aveva fatto sapere di essere entrato nell’area palestinese anche via terra, salvo poi fare retromarcia e spiegare che dietro l’annuncio c’era “un problema interno di comunicazione”. Nei giorni scorsi erano stati ammassati al confine circa 4 mila soldati.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Hamas pagherà un prezzo alto per gli i lanci di missili contro la popolazione israeliane che “l’operazione continuerà per tutto il tempo necessario”. “Agiremo con tutte le nostre forze contro i nemici all’esterno e contro i fuorilegge all’interno per riportare la calma nello Stato di Israele”. Il premier ha parlato anche dell’altro fronte, quello delle rivolte nelle città israeliane:  “Appoggiamo al cento per cento la polizia ed il resto delle forze di sicurezza per riportare la legge e l’ordine nelle città di Israele. Non tollereremo l’anarchia”.  Scontri tra Israeliani e palestinesi continuano in diverse città israeliane. A Musmus, vicino Haifa, la polizia ha arrestato 12 residenti per lancio di pietre e danneggiamenti. Altre due persone armate di coltelli sono state arrestate a Tel Aviv, riporta il Times of Israel. Altri 13 arresti a Beersheba.

Hamas ha fatto sapere di aver lanciato questa notte una cinquantina di razzi verso Israele, decine dei quali sono stati intercettati dal sistema di difesa antimissile Iron Dome: lo ha riferito il Times of Israel. Nel mirino degli attacchi ci Ashdod, Beersheba e altre località. Le forze di difesa israeliane hanno ordinato “a tutta la popolazione nel raggio di 4 chilometri dalla frontiera con Gaza di raggiungere “un rifugio anti-razzo e di rimanervi fino a nuovo avviso”.

“La spirale di violenza in Medio Oriente deve finire”, twitta il presidente francese Emmanuel Macron pochi minuti dopo la notizia dell’attacco di terra lanciato da Israele. “Faccio un forte appello al cessate il fuoco e al dialogo. Vi chiedo calma e pace”.

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La gaffe dell’invasione via terra annunciata e poi negata

 Il Times of Israel prova a spiegare la clamorosa gaffe dell’esercito israeliano, che stanotte attraverso un suo portavoce ha prima annunciato l’avvio delle operazioni di terra a Gaza e dopo un paio d’ore ha precisato che invece le truppe non erano mai entrate nella Striscia, adducendo “un problema interno di comunicazione”. “Le forze di difesa israeliane – scrive il giornale sul suo sito web – sembrano aver indotto erroneamente i media stranieri a credere che l’esercito avesse lanciato un’invasione di terra nella Striscia durante il suo massiccio bombardamento del nord di Gaza. Nella sua dichiarazione iniziale in inglese, l’esercito ha espresso in modo ambiguo dove si trovavano le sue forze di terra durante l’attacco, dicendo che “le truppe aeree e di terra dell’Idf stanno attualmente attaccando nella Striscia di Gaza”. Quando è stato chiesto di chiarire la questione, ovvero se ci fosse stata un’invasione di terra, il portavoce dell’esercito Jonathan Conricus ha risposto: ‘Sì. Come è scritto nella dichiarazione. In effetti, le forze di terra stanno attaccando a Gaza. Questo vuol dire che sono nella Striscia’”. Ma, continua Times of Israel, sebbene dire che l’esercito era dentro Gaza “fosse tecnicamente corretto”, è stato fuorviante: “Alcune truppe dell’Idf erano effettivamente posizionate in un’enclave tecnicamente all’interno del territorio di Gaza, ma a tutti gli effetti sotto il controllo israeliano. Per questo la loro presenza lì non poteva rappresentare un’invasione di terra”.

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Domenica riunione all’Onu per discutere dell’escalation

L’ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite, Linda Thomas Greenfield, ha annunciato che domenica si riunirà il Consiglio di sicurezza Onu per discutere dell’escalation in corso tra Israele e la Striscia di Gaza. “Il consiglio di sicurezza dell’Onu si riunira’ domenica per discutere della situazione in Israele ed a Gaza”, ha scritto su Twitter, evidenziando che “gli Stati Uniti continueranno ad impegnarsi attivamente in azioni diplomatiche al più alto livello per cercare di far rientrare le tensioni”. Nelle scorse ore il segretario di stato Usa, Antony Blinken, aveva fatto sapere che gli Stati Uniti sarebbero stati disponibili a prender parte alla riunione all’inizio della settimana prossima.



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