Mes Movimento 5Stelle quattro deputati passano al gruppo Misto. Nel Movimento ce un clima tossico

Mes, Movimento 5Stelle: quattro deputati passano al gruppo Misto. “Nel Movimento c’è un clima tossico”

La Republica News
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I deputati M5s Antonio Lombardo, Maria Lapia e Fabio Berardini, Carlo De Girolamo,  passano al gruppo Misto. I deputati 5 Stelle erano contrari alla riforma del Mes: Lombardo ieri non ha partecipato al voto, Berardini ha votato contro mentre Lapia si è astenuta.
Intanto, dal Pd fanno sapere che due ex 5 Stelle sono passati ai dem: Paolo Lattanzo e Michele Nitti. “Con loro in questi anni abbiamo collaborato proficuamente apprezzandone competenza, impegno e capacità di dialogo con quei mondi della cultura e della società che particolarmente oggi soffrono a causa della pandemia”dice il capogruppo del Pd, Graziano Delrio. E aggiunge: “Il loro contributo rafforzerà l’iniziativa dei democratici in una fase in cui siamo impegnati a lavorare per portare il Paese fuori dalla spaventosa crisi causata dal Covid19 e costruire le condizioni per una ripresa che sia equa, solida, sostenibile”.
L’attacco di Lapia
“L’approvazione della risoluzione che autorizza il governo alla firma della riforma del Mes è l’ultima goccia che fa traboccare un vaso pieno di tradimenti dei valori fondamentali del Movimento 5 stelle”. Così, in una nota, la deputata nuorese Mara Lapia spiega le ragioni che l’hanno spinta ad abbandonare il gruppo pentastellato alla Camera.
La parlamentare aveva votato contro il provvedimento voluto dai vertici del movimento sul Mes “senza il necessario passaggio di un dibattito interno”. “Il Mes, come molto altro, non apparteneva al nostro programma: ci siamo sempre battuti per il contrario. Di qui ieri il mio voto contrario sulla risoluzione contente la proposta di riforma in sede europea. Un voto di responsabilità verso di voi. Un voto di coerenza. La stessa coerenza che da questo momento in poi mi porta a scegliere di abbandonare il Movimento 5 Stelle per rispetto di tutti coloro che si sentono traditi – me compresa – e della mia dignità”.
Lombardo: “Delusa dal Movimento”
Lombardo, ritenuto vicino all’europarlamentare Ignazio Corrao, che la scorsa settimana ha lasciato il Movimento, ha commentato.”Mi dispiace sinceramente per tutti quelli che hanno creduto in questo sogno, la mia delusione è ancora più grande della vostra. Il governo Conte continuerà ad avere il mio appoggio, che ovviamente sarà misurato e valutato provvedimento per provvedimento”. Lombardo sottolinea che non ha intenzione di dimettersi da deputato (” il vero dissidente di questa vicenda si chiama Movimento 5 stelle”) e che non intende andare nel gruppo misto per rimanerci: “mi piacerebbe costituire una componente ecologista e progressista”.

“Da avvocato – aggiunge Lombardo –  non posso continuare a sostenere acriticamente il ministro della giustizia più inviso di ogni tempo a tutti gli operatori del diritto, dagli avvocati ai magistrati fino ai cancellieri, tralasciando la vicenda sulle scarcerazioni, solo per rispetto di un grande magistrato coinvolto in questo sgradevole episodio”.
Berardini potrebbe passare con Fratelli d’Italia

 Sul Mes “noi 13 deputati che abbiamo votato coerentemente con il nostro programma elettorale siamo stati minacciati di espulsione ed emarginati. Il clima è diventato talmente tossico che non mi riconosco più in questa forza politica” ha commentato Berardini.
Berardini assicura tuttavia che andrà “avanti come sempre”: “sosterrò il presidente Giuseppe Conte”. Ma aggiunge: “Ieri si è consumato il colpo di grazia: dopo aver scritto nero su bianco sul programma elettorale “smantellamento del Mes” viene approvata una riforma (peggiorativa) di questo istituto. È ovvio che i vertici del M5S si sono calati completamente le braghe pur di mantenere la propria poltrona” aggiunge Berardini che in un passaggio, in un suo lungo post per spiegare le ragioni del suo addio al Movimento, fa anche alcune precisazioni sulle sue rendicontazioni, argomento di solito al centro delle polemiche  quando si verifica un cambio di casacca. “Non basta tagliarsi lo stipendio per dimostrare di essere validi e coerenti. Io stesso ho sempre rispettato questa regola del Movimento 5 Stelle fino a quando donavamo parte del nostro stipendio al microcredito gestito dallo Stato. Successivamente, però, questa regola è stata cambiata e ci hanno imposto di versare le somme ad un comitato privato e ad una banca privata. Ci sono milioni di euro che restano fermi su un conto corrente privato e non si capisce bene chi e quando dispone i bonifici. I soldi, invece, andavano utilizzati per una struttura a supporto dei territori e dei cittadini italiani” spiega Berardini che conclude: “Ho sempre fatto beneficienza e la continuerò a farla senza sbandierala ai quattro venti. Da parte dei vertici del M5S sono stati fatti troppi annunci e pochi fatti: revoca delle autostrade ai Benetton, legge sul conflitto di interessi, riforma fiscale, riduzione della durata dei processi, fuori i partiti dalla RAI, banca pubblica per gli investimenti, abolizione della povertà, Ilva, no Tav. Solo per citarne alcuni. I vertici hanno sostanzialmente distrutto il sogno del Movimento e, anziché dimettersi per incapacità, continuano a rimanere saldamente al comando di una nave che è già affondata da tempo”.
De Giorlamo: “Voto libero secondo coscienza”
Anche De Girolamo è tra i parlamentari contrari alla riforma del Mes e che hanno votato in dissenso. In un messaggio su Facebook aveva quindi  commentato: “Da costituzionalista ho così rivendicato il mio diritto di esprimere un voto libero secondo coscienza. Un voto di coerenza con il programma di quella stessa forza politica che per ben due volte aveva invece difeso i suoi valori. Essere contrario all’imposizione calata dall’alto non è una colpa. È piuttosto una mia prerogativa, da parlamentare libero” scrive De Girolamo che posta la foto del suo voto contrario.
Il senatore Mattia Crucioli su Facebook scrive: “Mi auguro che nessuno cacci nessuno”.



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