Messi, the last dance a Miami. Arbitri americani mobilitati per preservare l’investimento da cui dipende il futuro del calcio made in Usa

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New York – The Last Dance stavolta sarà sull’erba. E dopo anni di partite banali in attesa di un dio assente, gli arbitri adotteranno nei suoi confronti il trattamento Michael Jordan: ogni fallo sarà un fischio. Ogni entrata dura, un cartellino rosso. Gli americani non potranno insegnare come si gioca a calcio, ma come si protegge un investimento, quello sì: Leo Messi. L’argentino sette volte Pallone d’Oro, campione del mondo nel 2022, a 36 anni comincerà la sua Last Dance con l’Inter Miami il 16 luglio, alle 20 della sera, quando in Italia saranno le due di notte. Quello sarà il momento in cui uno dei più grandi giocatori di sempre verrà presentato agli americani, in uno show al Drv Pnk Stadium di Fort Lauderdale, con i suoi diciannovemila spettatori e il rosario di palme tropicali che circonda lo stadio. Poi, una settimana dopo, probabilmente il debutto, contro i messicani del Cruz Azul, nella Leagues Cup, un torneo che mette a confronto le squadre della Major americana e quella messicana della Liga MX.  Con lui ci saranno probabilmente gli altri due nuovi acquisti, ex compagni nel Barça, Sergio Busquets e Jordi Alba, versione calcistica e più umana di Scottie Pippen e Dennis Rodman. E l’allenatore sarà un’altra vecchia conoscenza del Camp Nou, il vecchio Gerardo Tata Martino, non proprio un Phil Jackson, ma è pur sempre soccer americano, ragazzi, non Nba. A parte uno: Messi sarà Jordan e dovrà essere trattato come Air.

Quando David Beckham mise piede nella Major League Soccer nel 2007, era il giocatore più pagato della lega, guadagnava cinquecento volte più dei 12.900 dollari di salario minimo garantiti agli ultimi del roster. Doveva essere la star che avrebbe lanciato il soccer Usa sul mercato globale, ma non andò così. Beckham diventò un bersaglio. L’arbitro messicano Baldomero Toledo era in campo il giorno in cui un giocatore dei Fc Dallas, Adrian Serioux, entrò sulle gambe dell’inglese come un trebbiatrice. Lo colpì da dietro, facendolo roteare in aria come un gioco d’acqua. Poi, una volta a terra, gli passò vicino e disse in segno di sfida: “Welcome, baby. Welcome”. Serioux venne espulso. “Quello – ha ricordato l’ex arbitro in un’intervista a The Athletic – doveva essere un buon esempio di come proteggere i giocatori quando subiscono falli orribili”. Beckham guadagnava 5,5 milioni di dollari l’anno. Serioux 100 mila. Il difensore avrebbe poi detto davanti alle telecamere: “Lui è la star della Mls ma ci fa sentire come se noi non contassimo niente. Beh, se lui va sul pallone verrà colpito duro”.

Messi sarà Beckham moltiplicato dieci, catapultato in una lega lontana dagli standard europei, senza promozioni e retrocessioni, ma in un Paese dove i miliardari abbondano, e rastrellano club in Italia, Francia e Inghilterra. Quello che non puoi conquistare, acquistalo. L’argentino, nuovo oggetto di culto del gigantismo americano, è stato ricoperto d’oro, ma ripagherà l’investimento. Significherà sponsor, audience, stadi pieni, e dollari per tutti. All’Inter Miami lo legherà un contratto di due anni e mezzo da 150 milioni, più quote societarie una volta chiuso da giocatore. Guadagnerà più di 50 milioni l’anno. Il secondo più pagato della lega, Busquets, ne prenderà dieci. Il resto dei compagni è formato da ragazzi che guadagneranno in un anno quanto Messi in mezza giornata, tipo i 150 mila di Dixon Arroyo o i 250 di Victor Ulloa. Eppure saranno tutti insieme nello stesso campo, a usare lo stesso strumento di lavoro. Tutto l’architrave di questa Last Dance dorata poggerà su un oggetto grande come un coltellino svizzero: il fischietto dell’arbitro. Messi dovrà far uscire la Mls dalla lega dei pensionati di lusso, per farne il campionato delle “scelte”, come ha detto il commissioner Don Garber. Il calcio della lega americana da tempo punta su giocatori giovani, la nazionale è formata da ragazzi come Bryan Reynolds, Gianluca Busio, Christian Pulisic, Timothy Weah, Weston McKennie. Giovani sudamericani, presi per poche centinaia di migliaia di dollari, vengono rivenduti in Europa a venti volte il prezzo d’acquisto.

Lavori in corso al Pink Stadium di Fort Lauderdale in attesa dell'arrivo di Lionel Messi

Nel 2026 gli Usa ospiteranno con Canada e Messico i Mondiali e vogliono arrivarci con il traino migliore. Messi è la migliore locomotiva possibile. Per questo andrà protetta a ogni tackle. Non è un tema nuovo per noi europei. E’ tutto già accaduto, più o meno. Cristiano Ronaldo lo accusava di avere un trattamento speciale da parte degli arbitri, ma la salvezza di questa operazione sarà nei numeri: più giocherà La Pulce, più soldi arriveranno per tutti. Il torbido dei tackle diventa chiaro: non saranno ammesse violenze gratuite. Messi dovrà essere salvaguardato nel suo dolce far tutto. L’argentino fermo per un brutto infortunio sarà l’incubo peggiore per la Mls e per i giganti dell’intrattenimento. “Qui non siamo al livello di Ibrahimovic o Beckham – ha ammesso l’arbitro Robert Sibiga – siamo a qualcosa di molto più alto. Da direttore di gara l’ultima cosa che vuoi è vedere rovinare una partita e permettere a gente con meno talento di fare qualcosa a Lionel Messi”. E allora che la Last Dance abbia inizio. E andateci piano sulle sue caviglie.
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