Miami, 159 dispersi nel crollo del condominio. “Non si sentono più rumori”

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Non si sentono più rumori sotto le macerie dell’edificio di 12 piani crollato giovedì a Surfside, nei pressi di Miami, mentre il bilancio continua a rimanere fermo a 4 morti e 159 dispersi. “Ieri avevo sentito bussare, c’era un po’ di rumore”, ha spiegato alla Cnn un medico della squadra di soccorso di Miami, Howard Lieberman, “il rumore era proseguito per un po’ ma poi si è dissipato”. Al mattino ai soccorritori che continuano a scavare tra le macerie si è aggiunto personale proveniente da Israele e Messico.

Miami, crolla un palazzo: “Ci potrebbero essere molte vittime”

Il sindaco di Miami-Dade, Daniella Levine Cava, afferma che i funzionari di soccorso stanno continuando a cercare e c’è ancora speranza di trovare sopravvissuti tra le macerie più di 24 ore dopo il crollo dell’edificio. Raide Jadallah è un assistente capo dei vigili del fuoco della contea di Miami-Dade. Dice che le operazioni di soccorso sono proseguite per tutta la notte e 130 vigili del fuoco stanno lavorando sul sito. Gli equipaggi stanno usando cani e microfoni. Il direttore della polizia di Miami-Dade Freddy Ramirez afferma che le autorità stanno lavorando con l’ufficio del medico legale per identificare le vittime.

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Tra loro ci sono ebrei ortodossi, immigrati sudamericani, pensionati stranieri. Al decimo piano viveva, insieme al marito cileno, una filippino-americana che amava suonare il piano. Un piano sotto c’erano dei nonni cubani.  E poi Lady Vanessa Luna Villalba, una bambinaia paraguayana. Così il condominio è diventato un simbolo di una tragedia internazionale, con famiglie che in tutto il mondo aspettano di sapere cosa ne è dei propri cari intrappolati tra le macerie. “Non diresti che una cosa così possa succedere qui negli Stati Uniti” dice Sergio Lozano Jr., i cui nonni sono tra i dispersi.

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