Michela Murgia e l’anello del figlio. “La raganella simbolo della nostra famiglia queer”

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Dopo l’annuncio del matrimonio “controvoglia” e in articulo mortis, Michela Murgia posta una foto per raccontare la sua idea di famiglia. “Questa è la mano di uno dei miei figli. All’anulare indossa una fede matrimoniale, perché è sposato. Al mignolo indossa invece uno chevalier di resina che imita la madreperla e riproduce una raganella. Lo possediamo tutt3. È il nostro anello familiare. I due anelli stanno insieme e nessuno dei due prende in giro o nega l’altro, perché entrambi significano cose serie. Il primo non va spiegato: tutt3 sappiamo che una fede nuziale rappresenta il vincolo e le sue promesse. Il secondo esprime invece la queerness della nostra esperienza familiare allargata”. Spiega l’attivista gravemente malata. 

 “La rana  – spiega è un animale transizionale, che nella sua vita cambia stato molte volte, da uovo a girino per svariati stadi prima di raggiungere la maturità, ed esiste dentro a un continuo processo di mutamento. È anfibia, ama habitat differenti e li frequenta senza appartenere necessariamente solo a uno. Salta volentieri. Nuota. Cammina. Canta. In certe varianti può cambiare colore per mimetizzarsi, perché ci sono circostanze in cui non essere vistə può essere l’unica cosa che ti salva la vita. L’anello con la rana incarna una sola promessa: cambieremo insieme, liber3. Non ci siamo scambiat3 questo oggetto, nessun3 ha vincolato gl3 altr3 e non è un anello matrimoniale collettivo, la scimmiottatura dell’altro cerchio. Eppure per noi è un segno di appartenenza altrettanto potente: su quel dito piccolo abitano insieme sia la nostra capacità di “restare” affidabili a vicenda che il muscolo del salto, il potenziale interiore di guardare oltre e, se necessario, anche essere altro. Sembra utopia, ma sono vent’anni che per noi tutto questo funziona” conclude la scrittrice 

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