Migranti altri due naufragi al largo della Libia. Morte 94 persone. Oim Stati incapaci di ricerca e soccorso

Migranti, altri due naufragi al largo della Libia. Morte 94 persone. Oim: ” Stati incapaci di ricerca e soccorso”

La Republica News
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Ancora due naufragi e sono nove nell’ultimo mese e mezzo. E questa volta con un numero enorme di vittime confermato dall’Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, e da Medici senza frontiere. Sono 94 le persone che hanno perso la vita oggi al largo delle coste libiche. La prima imbarcazione su cui viaggiavan oin120 persone, tra cui donne e bambini, è naufragata al largo di Khums. Quarantasette sopravvissuti sono stati portati a riva dalla Guardia Costiera libica e da pescatori, 31 corpi sono stati recuperati. Proseguono le ricerche delle vittime.Del secondo naufragio dà notizia Medici senza frontiere il cui team in Libia ha assistito oggi a Sorman tre donne, uniche sopravvissute all’affondamento di un altro gommone in cui sono morte altre 20 persone. “Salvate dai pescatori – racconta il team di Medici senza frontiere – erano sotto shock, hanno visto i loro cari morire inghiottiti dalle onde”.
Altre 19 persone sono morte negli ultimi due giorni: tra le vittime anche due bambini annegati dopo che le due barche sui cui si trovavano si sono rovesciate.
Il piccolo Joseph verrà sepolto nel cimitero dei migranti a Lampedusa, un altro bimbo trasferito d’urgenza in ospedale a Malta
a cura di Alessandra Ziniti 12 Novembre 2020

Oim: “Gli Stati cambino approccio”
“La perdita di vite umane nel Mediterraneo è una manifestazione dell’incapacità degli Stati di intraprendere un’azione decisiva per dispiegare un sistema di ricerca e soccorso quanto mai necessario in quella che è la rotta più mortale del mondo – dice Federico Soda, capo missione dell’Oim Libia – Da tempo chiediamo un cambiamento nell’approccio, evidentemente impraticabile, seguito nei confronti della Libia e del Mediterraneo. Non dovrebbero essere più riportate persone a Tripoli e si dovrebbe dar vita al più presto a un meccanismo di sbarco chiaro e definito, a cui possa possano far seguito delle azioni di solidarietà degli altri Stati. Migliaia di persone vulnerabili continuano a pagare il prezzo dell’inazione, sia in mare sia sulla terraferma”.Quest’anno almeno 900 persone sono annegate nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere le coste europee, alcune a causa di ritardi nei soccorsi. Più di 11.000 altri migranti sono stati riportati in Libia, circa 1900 dei quali dall’inizio di ottobre.Salvataggio migranti Open Arms, sopravvissuto neonato: il bimbo è portato in ospedale a Malta.

“Rimuovere le restrizioni alle ong”
L’Oim sostiene che la Libia non è un porto sicuro e ribadisce il suo invito alla comunità internazionale e all’Unione europea a intraprendere azioni urgenti e concrete affinché i migranti non vengano più riportati in questo paese. “Le continue restrizioni al lavoro delle ONG che conducono operazioni di soccorso devono essere immediatamente rimosse e i loro interventi devono essere riconosciuti quali attività che rispondono all”imperativo umanitario di salvare vite umane”.
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