Migranti, troupe del Tg1 aggredita a Lampedusa: “Smettetela di parlare di neri”

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Minacce, insulti, spintoni, telecamere a terra. “La dovete smettere di parlare di neri”. Un gruppo di ragazzi di Lampedusa, dove in mattinata è arrivato per una visita lampo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi accompagnato dalla commissaria europea Ilva Johansson, ha aggredito la troupe del Tg1 e altri giornalisti nei pressi del molo Favaloro, dove le motovedette di Finanza e Guardia Costiera accompagnano i migranti soccorsi al largo dell’isola. Giornalisti e videomaker sono stati circondati, tempestati di insulti e minacce, l’attrezzatura danneggiata.
Nonostante il molo sia una delle zone più presidiate di tutta l’isola, nessuno è intervenuto. È stato necessario sollecitare l’intervento dei carabinieri di pattuglia, prima che qualcuno intervenisse. Ma neanche questo è bastato a far allontanare il gruppo.

“Non mi importa se mi arrestano, la dovete finire, ve ne dovete andare”, sbraitava uno. “Cosa riprendi?”, hanno urlato appena i giornalisti hanno tentato di documentare le minacce, arrivando persino a minacciarne i figli.
“L’aggressione avviene dopo giorni in cui il Tg1 è impegnato a documentare con i suoi cronisti – com’è doveroso per il servizio pubblico – i flussi migratori verso l’isola e i salvataggi in mare. Non è accettabile che i giornalisti siano bersaglio dell’intolleranza di pochi che mal sopportano il lavoro dell’informazione nei luoghi di frontiera”, scrive in una nota il cdr Rai, esprimendo solidarietà all’inviato Lorenzo Santorelli e alla troupe esterna, l’operatore Maurizio Bellavia e l’assistente Luigi Bellavia.

Allo stato, non è chiaro se gli aggressori siano stati identificati o se nei loro confronti siano state formalizzate accuse. Di certo c’è, sottolinea il cdr, che “hanno interrotto la messa in onda”. Dopo giorni di stop, a Lampedusa oggi sono lentamente ricominciati gli arrivi, che tuttavia non sembrano pregiudicare il boom turistico dell’isola.

Spiagge piene, bar stracolmi, ristoranti senza neanche un tavolo disponibile. Idem gli alberghi, dove si registra di fatto il tutto esaurito. L’umanità dolente, reduce da traversate e naufragi, accompagnata dalle motovedette sul molo Favaloro, anche dalla vicina spiaggia della Guitca a stento si vede. Subito viene trasferita in hotspot. Ma secondo alcuni anche di questo a Lampedusa è vietato parlare.
 

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