Milan a Napoli con Bonera debutta anche in serie A lallenatore in smart working

Milan a Napoli con Bonera, debutta anche in serie A l’allenatore in smart working

La Republica News
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In Italia l’era degli allenatori in smart working, effetto collaterale della diffusione del coronavirus anche nel calcio, è stata introdotta dalla Nazionale. Che in questo momento è più che mai la squadra pilota, non solo tatticamente. Sono subito diventate simboliche le immagini della panchina azzurra: Vialli con l’auricolare e Oriali lì vicino. E Salsano e Lombardo, in tribuna, erano a loro volta collegati con Mancini, ct costretto all’isolamento. C’era uno staff intero dietro Evani, il vicario che ha vinto tre partite in sequenza e senza problemi, contro Estonia, Polonia e Bosnia, come se il titolare fosse stato sul posto e non a casa: un lavoro di gruppo per definizione.Ma adesso il secondo consecutivo esperimento forzato di smart working rischia di essere ancora più spinto. Stasera al San Paolo, nello scontro al vertice tra il Milan primo in classifica e il Napoli che ha 3 punti in meno (sottrazione determinata dal punto di penalizzazione, oltre alla sconfitta a tavolino con la Juventus), al Milan mancheranno per colpa del Covid sia l’allenatore Pioli sia il suo vice Murelli. L’evento è talmente inedito da avere richiesto un supplemento di verifica regolamentare: il club ha dovuto interpellare il settore tecnico della Figc, prima di ottenere il via libera alla duplice sostituzione tecnica con uno degli assistenti dello staff di Pioli. Daniele Bonera, 39 anni, coetaneo ed ex compagno di Ibrahimovic, farà il suo inatteso debutto in forza del patentino Uefa Pro, che gli è stato rilasciato a Coverciano appena due mesi fa in una sessione di esami particolarmente ben frequentata: capeggiavano il gruppo l’allenatore della Juventus Pirlo e l’ex azzurro Thiago Motta, ma Bonera ha avuto come compagni di classe anche Italiano, mister in serie A con lo Spezia, l’ex juventino Montero ed ex calciatori di una certa fama, come Antonioli, Bigica, Chivu, Cassetti, De Sanctis, Kallon, Muzzi, Palombo, nonché tre colleghe donne, Grilli, Panico e Tesse.
Era metà settembre e lui non avrebbe mai pensato di ritrovarsi così presto sulla panchina del Milan per una partita tanto importante, per di più contro un amico come Gattuso, suo ex compagno del ciclo ancelottiano. Invece succederà e sarà un triplo salto in avanti. Il neofita, dopo avere smesso di giocare nell’estate 2019 in Spagna col Villarreal, era tornato a Milanello per iniziare la nuova carriera nello staff di Giampaolo. Il Villarreal lo aveva tentato con l’idea di diventare direttore sportivo, ma ormai la nuova strada era tracciata. Rimasto anche come collaboratore di Pioli, in un gruppo che comprende anche Davide Lucarelli, è stato in questi giorni protagonista degli allenamenti col drone: in verità nulla di nuovo, a Milanello, se non fosse che stavolta l’ausilio meccanico è servito a mostrare il lavoro di campo a Pioli, chiuso in casa. Bonera non sa ancora se questa imprevista  accelerazione del suo percorso accelererà anche la sua carriera: “Troppo presto per dirlo, lo dirà il campo. Io so soltanto che non mi sono mai sentito solo, sono sempre a stretto contatto col mister. E che a livello tecnologico ho ricevuto un grande supporto: la società ha fatto molto. Negli allenamenti ho avuto carta bianca”.Nei quattro anni da calciatore in Spagna, ha avuto il tempo di appassionarsi a un calcio offensivo e improntato al palleggio, però il suo modello di riferimento dichiarato è proprio Pioli: “Sto imparando con lui. Mi trovo sulla sua stessa lunghezza d’onda: è quello il calcio che mi piace”. Tuttavia al San Paolo non sarà solo questione di filosofia, ma anche di pratica. Subito si è presentato un problema preliminare e appunto molto pratico: usare lo smart working in tutto e per tutto? Il contatto diretto durante la gara è stato bocciato: “Ne abbiamo parlato e crediamo che possa creare confusione. Faremo una riunione pre-gara e poi, se ci saranno cose importanti, un check a fine primo tempo. Il fatto che ci sia io e non l’allenatore titolare cambia poco, perché io non sarò solo: i giocatori daranno sempre il massimo”.Ibrahimovic allenatore in campo, ancora più responsabilizzato del solito, e Bonera allenatore coetaneo in panchina: la chiosa è facile. Ma la suggestione resta: la via aperta in Nazionale con tre vittorie consecutive da Evani, tra l’altro un grande ex milanista, è troppo recente per non spingere alla similitudine in Serie A, con Pioli pioniere dell’uso della telematica. Bonera abbozza: “Non ci avevo pensato, è uno spunto interessante. Mancini è stato molto bravo, è riuscito a coordinare tutto lo staff da lontano. Io, comunque, mi accontenterei di vincere la prima”. Non è esattamente d’accordo il suo amico Gattuso. Lui allenerà il Napoli teleguidando i suoi giocatori con i tradizionali urlacci dalla panchina, amplificati dai microfoni a bordo campo e ben ascoltabili in diretta tv. Scream working contro smart working.


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