Milan-Cagliari 3-0, Ibra sbaglia un rigore ma poi mette il timbro

La Republica News

MILANO – Gli emoticon sono di gran lunga differenti. Quello del Milan allarga un sorriso che più bello non si può. Il Cagliari invece chiude con un’espressione di amarezza la stagione che poteva regalargli a pieno diritto, a un certo punto, un’ambizione continentale. Sarebbe stato il miglior modo di commemorare il 50mo dallo scudetto.Mille motiviSembra solo un match di fine stagione, invece ci sono mille spunti di titolo: i 35 gol in dodici gare segnati dal Diavolo; un record da Highlander raggiunto da Ibra; l’addio a testa alta di Walter Zegna; il ritorno in campo di Leonardo Pavoletti. Onore ai vinti: Walter Zenga non ha avuto un compito facile. Già immaginare lo stato d’animo con cui entra nel “suo” vecchio stadio è un azzardo. Il suo è già saltato: aveva firmato puntando al settimo posto, arriva molto più giù, con mille attenuanti.Il caldo rallenta i ritmi ma esalta LeaoPronti via! Per l’ultimo ballo della stagione, sono tutti d’accordo. Le discoteche sono chiuse, il Milan che ha per un mese trasformato San Siro in un’enorme dancing hall, tenendo un ritmo incontenibile per chiunque, si accontenta di un giro di valzer.Il Cagliari, sceso in campo con molta circospezione, un po’ per le assenze pesanti e molto per soggezione,  all’inizio sembra sciogliersi, se è vero che dopo 10′ si arrende a un paso doble ravvicinato di Leao chiuso con crossettino basso che batte sul paletto. Klavan preoccupato dall’ombra di Ibra si impappina e firma l’autogol dell’1 a 0.La cronaca della partitaCalabria imprendibileRitmi slow, ma non per Calabria che se ne frega degli autovelox, dai suoi traversoni giungono i grattacapi per Cragno, uno su tutti quando il principe Moro Leao sale in cielo ma con le lunghe leve ed effettua una rovesciata “alla Parola” che sbatte sulla traversa e lascia tutti a bocca aperta.     Il portoghese è imprendibile, ma deve alzare bandiera bianca per un problema muscolare. Il Cagliari timidamente resiste, con dignità. E dopo che Pereiro impreziosisce una partita anonima mettendo in porta Ionita (che non crede a tanta manna dal cielo, e Donnarumma ringrazia), un mani di Ceppitelli mette Ibrahimovic nella condizione di allungare. L’Uomo Cragno blocca a terra il destro secco di Zlatan.La forza del gioco semplice.La ripresa dunque – e la prodezza di Cragno – potrebbe dire che nonostante la netta supremazia del Milan, abbiamo una partita. Ma di questi tempi, il Milan è un’altra cosa. Non alza il ritmo ma gli basta mantenere una velocità di giro palla e un movimento collettivo che gli altri non possono sostenere. Se in altre partite i “colpi sull’acceleratore” hanno sfiancato l’altrui resistenza, stavolta il Cagliari è sgretolato con la forza della famosa goccia cinese. La grande qualità del gruppo Pioli è quella di giocare sempre di squadra. Se uno scatta e si propone, il compagno lo premia. Un mutuo soccorso che esalta un piccolo grande segreto del calcio: vince chi fa bene le cose facili.Ibra nella storiaAl 48′ Gabbia serve Ibra in posizione regolare, lo svedese con due tocchi manda in porta Calhanoglu ma il turco sotto porta rifiuta la proposta e alza la conclusione. Il Cagliari? Non ha proprio la forza per opporsi. Il coraggio sì, mancano le energie. In due minuti così, tra il 55′ e il 57′ il Milan vede bene di chiudere la pratica: prima una percussione potente del solito Hernandez è chiusa con un pallone offerto in area, sull’ala destra a Ibra che scarica la rabbia per il mancato rigore sotto l’incrocio dei pali. Gol storico, nessuno all’età dello svedese aveva mai segnato dieci gol in campionato. neppure Silvio Piola…Subito trisDue minuti e  Ibrahimovic contende a Klavan un pallone al limite dell’area, il sardo cade e per l’arbitro è tutto regolare, Bonaventura riceve in area da Castillejo e anziché tirare restituisce palla allo spagnolo che si gira su sé stesso, in area, e batte Cragno. E’ qualcosa di fortemente simbolico per capire la metamorfosi rossonera. Un “tutti per uno” che ha avuto in Pioli il vertice alto. Con l’ausilio indiscutibile di un Grande Motivatore in campo: re Zlatan. Tre a zero, 35 gol rossoneri nelle dodici gare posto lockdown: bottino incredibile.Pavoletti e super ZengaL’ultima immagine del match però la dedichiamo a un ritorno e a un possibile addio. Il ritorno è quello di Leonardo Pavoletti, il cui calvario, due crociati rotti, sul secondo tanta letteratura,  festeggiato da chiunque ami questo sport. Poi l’abbraccio ai suoi di Walter Zenga. Le voci dicono di una sua non riconferma.  Molto significativo l’abbraccio ai tanti giovani che ha fatto debuttare e a Cragno, tutti vanno a festeggiare un uomo di calcio, un uomo di campo, un allenatore completo cui l’orgoglio, oltre alla competenza, non fa  difetto.Milan (4-2-3-1): G. Donnarumma; Calabria, Kjaer (34′ st Duarte), Gabbia, Hernandez; Bennacer (20′ st Brescianini), Kessie; Castillejo (20′ st Saelemaekers), Calhanoglu (20′ st Maldini), Leao (38′ pt Bonaventura); Ibrahimovic. All.: Pioli.Cagliari (3-5-1-1): Cragno; Walukiewicz; Ceppitelli (17′ st Carboni), Klavan (17′ st Ladinetti); Mattiello, Faragò, Ionita (34′ st Marigosu), Nández, Lykogiannis; Pereiro (17′ st Paloschi); Simeone (45′ st Pavoletti). All.: Zenga.Arbitro: Serra di Torino.Reti: nel pt 10′ aut. Klavan; nel st 10′ Ibrahimovic, 12′ Castillejo.Note: Angoli: 7-6 per il Milan Recupero: 3′ e 2′ Ammoniti: Pereiro, Faragò, Saelemaekers per gioco falloso; Cragno per comportamento non regolamentare Note: Cragno para un rigore a Ibrahimovic al 44′ del primo tempo.


Go to Source

Commenti l'articolo

Rispondi