Milan grandi manovre tre colpi da sogno per lo scudetto ecco gli obiettivi di Maldini

Milan, grandi manovre: tre colpi da sogno per lo scudetto, ecco gli obiettivi di Maldini

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Claudio Savelli 27 dicembre 2020

 Il rischio per il Milan è farsi ingolosire dal primo posto in campionato e cambiare una strategia che, quel primo posto, l’ha portato in dote. Tradotto: sul mercato di gennaio, ignorare i giovani che costano di più, e difficilmente si muovono, e rinforzare la rosa con qualche esperto, magari in esubero e quindi probabilmente acquistabile a prezzo di saldo. Invece l’idea di Maldini e compagnia è completare la rosa con tre nuovi ragazzi di belle speranze, in linea con tutti gli ultimi arrivati esclusi Ibrahimovic (39 anni), Kjaer (31) e Tatarusanu (34), da posizionare sulla spina dorsale della formazione, là dove c’è più carenza. E quindi al centro della difesa, del centrocampo e dell’attacco. 

Fuori i nomi, uno per reparto: Simakan, ventenne dello Strasburgo, è il prescelto per la retroguardia; Soumaré, 21enne talento del Lille, l’ideale per la mediana; Jovic, 23enne mai sbocciato al Real Madrid, il favorito per il fronte offensivo. Ma visto che tra il dire e il fare ci sono i soldi, dai 20 ai 35 milioni per tutti e tre, e il Milan vorrebbe sborsarne al massimo 15 per uno e strappare un prestito per gli altri due, sono sottolineate sul taccuino di Maldini le tre alternative: Rudiger (26 anni), messo da parte dal Chelsea per la difesa, Anguissa (25) del Fulham per il centrocampo e Scamacca del Sassuolo (21, in prestito al Genoa) per l’attacco. Sono tutti e tre fattibili, con qualche riserva: l’ex Roma è valutato circa 15 milioni, dunque rientra nella disponibilità del club, l’unico problema eventuale è la concorrenza della Juve; il mediano è valutato 20 milioni e partirebbe in prestito ma solo con l’obbligo di riscatto anziché il diritto gradito dal Milan; il centravanti italiano invece può terminare anzitempo il prestito al Genoa con il via libera del neo tecnico Ballardini, ma fa gola anche alla Roma e costa 20 milioni. In ogni caso, che sia la prima o la seconda scelta, il Milan non cerca giocatori sopra i 26 anni nonostante la giovane età della rosa lo consentirebbe, se non addirittura suggerirebbe.
I rossoneri infatti hanno l’età media più bassa dell’intera Serie A sia in generale (25 anni di media a disposizione di Pioli, il Verona secondo ne conta 25,8) sia nelle formazioni scelte dal tecnico, se è vero che contro il Sassuolo gli undici contavano 22,4 anni, la più bassa media in assoluto finora, e 8 delle 10 formazioni più giovani del torneo sono del Milan (di Spezia e Genoa le altre due). Di più: 16 rossoneri in rosa sono sotto i 24 anni e ben 22 sui 17 totali sono Under 30. Fa quindi specie che gli obiettivi di mercato di Maldini e Massara possano abbassare ulteriormente l’età media anziché aumentarla in una stagione in cui si potrebbe puntare al titolo, vista la posizione attuale e l’assenza di segnali di cedimento, anzi. 

Ne è prova il rendimento senza il più esperto, sua maestà Ibra: con lo svedese, il bottino è di 15 vittorie, 7 pareggi e 2 sconfitte per una media di 2,17 punti a gara, senza di lui si contano 7 vittorie e 3 pareggi ovvero 2,4 punti a partita. L’anno stellare dei rossoneri, 79 punti come nessun altro (seconda l’Inter a 73), nessuna sconfitta in A dopo il lockdown (l’ultima risale al 2-1 subito dal Genoa l’8 marzo), unica imbattuta nei top-5 campionati europei, pare quello della rinascita dopo un periodo di buio e indecisioni nella società. Per paradosso, la proprietà americana (di Elliott, senza dubbi o retro pensieri) inizia a godersi un progetto che era nella mente di Silvio Berlusconi dall’alba dei tempi: essere primi con la squadra più giovane d’Europa (conferma l’ultimo studio del Cies), per un terzo italiana (9 su 27) e con alcuni nazionali titolari inamovibili (Donnarumma, capitan Romagnoli e Calabria davanti agli emergenti Gabbia, Tonali, Colombo e Daniel Maldini), costruita da una dirigenza altrettanto italiana, ben calibrata tra gloriosi ex (Maldini, appunto) e volti nuovi (Massara) che comunicano con uno staff autoctono come quello di Pioli, che non ha mai vinto lo scudetto ma potrebbe farlo con il Milan, per la prima volta, diventando grande assieme alla società. Di nuovo. riproduzione riservata.

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