Milano-Cortina 2026, in alto mare la pista di bob e il laboratorio antidoping. Malagò: “E’ un calvario”

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“No, non si può parlare di fallimento dell’organizzazione e non mi sono pentito di aver portato in Italia le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026″: così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, nella conferenza stampa post Giunta oggi a Palazzo H. “Io sostengo una tesi: questo è un Paese dove, salvo in occasione dei grandi eventi sportivi, non si è mai costruito un impianto pubblico. E’ un calvario, è vero. Ma secondo me sarà la miglior Olimpiade di sempre. Un grande successo”. In merito alla pista da bob e alla possibilità che sia realizzata Cesana, invece, ha rimarcato ancora una volta che la pista oggi “è existing, ma non working”. Per questo “qualcuno del governo deve scrivere su carta che Cesana sarà working al 100%, con tanto di garanzie tecniche e finanziarie. A quel punto andrò al Cio per dirgli che Cesana è diventata anche working”.

Malagò è stato severo anche con il ministro Abodi che ha la delega olimpica. “La pista è diventato il caso dei casi perché qualcuno, soprattutto la politica, dice che è uno scandalo e che dobbiamo rimanere in Italia” – ha detto il numero uno dello sport italiano che è anche presidente della Fondazione Milano Cortina .Poi Malagò ha precisato, “ogni giorno che passa siamo in attesa della lettera, sono cinque mesi che non viene convocata la cabina di regia a Palazzo Chigi (spetta ad Abodi convocarla, ndr) e allo stesso tempo c’e’ la deadline del 6 dicembre quando si riunirà la Fondazione”.

“Per qualsiasi modifica al masterplan deve esserci l’unanimità degli enti locali-ha spiegato ancora Malagò- sono sereno ma qualcuno ha cercato di trasferire le responsabilità in capo allo sport ma in questo caso lo sport è vittima”. Una precisazione, infine. “Lo sport non si occupa di costruire nulla. Chi deve costruire? La società Simico (Societa’ Infrastrutture Milano Cortina 2026 S.p.A., ndr) creata apposta per le Olimpiadi che l’ha formata il governo italiano. Quale? Quello dell’epoca che a sua volta è andato avanti. Questa società è al 100% del ministero delle Infrastrutture”. Malagò ha concluso: “La pista da bob era l’unica opera che si doveva fare per le Olimpiadi perchè le altre sono già esistenti e le costruiscono i privati, vedi Santa Giulia e il Villaggio olimpico a Milano. Quando la Simico ha comunicato che la gara fatta da loro è andata deserta e non c’era nessuna azienda disposta, a quel punto noi abbiamo ufficializzato che il governo ci ha detto che non poteva costruire la pista a Cortina. Il Cio è felicissimo a questa notizia perchè ogni giorno ha sempre detto che si deve costruire solo se ci sono garanzie di sostenibilità e legacy dell’impianto ed eventualmente trovare soluzioni anche all’estero. Lo sport non si occupa di costruire nulla, la Fondazione non è altro che il comitato organizzatore che organizza di Giochi e, quando l’edificio è finito più o meno grezzo e ha le chiavi in mano, allora la Fondazione lo personalizza, garantisce i trasporti, la logistica, gli spogliatoi, gli spazi per l’antidoping, gli spazi per i media e il pubblico, vende i biglietti, e si occupa di sicurezza”. Malagò ha parlato anche del laboratorio antidoping, altro nodo olimpico, dicendo che “siamo già fuori tempo massimo”. Il numero uno dello sport italiano ha precisato, “non so più cos’altro devo fare, ho mandato lettere a tutti i governi precedenti, purtroppo il laboratorio è ubicato in un posto che non rientra nelle regole del gioco”. Il laboratorio si trova all’Acqua Acetosa, dove si allenano gli atleti di vertice e non ha le dimensioni giuste, cosa proibita per il Cio. Malagò ha aggiunto che “l’Italia rischia di perdere le analisi antidoping di Milano-Cortina 2026” e per evitarlo “serve un pezzo di carta del governo entro il 30 novembre”. Il rischio è di andare con le provette vicino a Parigi, una figuraccia pazzesca. Il presidente del Coni ha precisato che “una nuova struttura dove si possono trasferire uffici e macchinari è già stata individuata”. Si trova a Roma, zona Casalina, costa 15-18 milioni ristrutturarlo, più i soldi annuali della gestione: cosa aspetta il governo a intervenire? Per la ristrutturazione si può attingere ai fondi olimpici, ma poi chi paga la gestione alla Federmedici di Casasco? E’ arrivato il momento di decidere.
Prima delle sue comunicazioni, Malagò ha premiato stamani il professor Giorgio Meneschincheri con la Stella d’Argento al merito sportivo. La Giunta ha poi preso atto dell’inserimento di Giuseppe Maifredi nel Comitato Organizzatore dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 e di Stefano Mossino nel Consiglio di Special Olympics. E’ stato presentato il Trofeo Coni invernale che si svolgerà dal 15 al 17 dicembre a Torino e in Piemonte.
Sono stati assegnati i collari d’oro che verranno consegnati il 22 dicembre in una cerimonia che sarà trasmessa in diretta su Rai 2 dalle 11 alle 12,55 e alla quale parteciperà il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. I premiati come dirigenti sono: Luciano Buonfiglio, Angelo Cito, Mario Scarzella, Antonio Urso, Antonio Dal Monte e Massimo Zanetti. Per le società riceveranno il Collare l’Associazione Calcio Monza, il Tiro a Segno Treviso, lo Sci Club Bardonecchia, la Sportiva Sturla e la Polisportiva Partenopea Ginnastica. Il 2 febbraio ci sarà l’inaugurazione del nuovo palazzetto dello sport all’interno del Centro di Preparazione Olimpica all’Acqua Acetosa.

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