Milano Moda Uomo, voglia di viaggio, arriva la moda componibile

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Mentre il mondo impazzisce per il metaverso, da Zegna Alessandro Sartori si concentra sul metateatro. La presentazione per il prossimo autunno-inverno è un corto in cui si mescolano videoarte, danza e sfilata. “La moda va vista dal vivo”, dice lui, “ma credo che il futuro sia nella commistione tra generi”. In effetti, il rimpallo tra i modelli sui sentieri dell’Oasi Zegna, il parco naturale di famiglia in Piemonte, quelli che posano in sale asettiche, gli 80 ballerini che si muovono in sincrono e la ripresa dall’alto di piazza Duomo riempita (in digitale) di persone vestite con i nuovi colori del brand, nero e arancio scuro, è molto d’impatto.

Zegna: la collezione maschile per l’autunno/inverno 2022/2023

Comincia così il nuovo corso di Zegna, fresco di quotazione sulla Borsa di New York e di cambio di logo: via Ermenegildo, ora resta solo Zegna. Una rivoluzione che però, per avere senso, deve riflettersi anche in un rinnovamento estetico. Il che è complicato, per un classico dello stile maschile com’è il marchio. Qui Sartori dimostra la sua abilità: lo stilista ha infatti ripensato il nucleo stesso del menswear, il completo tre pezzi, proponendolo in versione giacca, pantaloni e camicia/giubbino nello stesso materiale ma in tre pesi diversi. Sono venduti anche separatamente, così da combinarli come si vuole con i giacconi ben strutturati, i pullover che paiono rammendati fatti in Oasi Cashmere, filato completamente tracciabile, e con i trench messi sui parka di nylon.
Lo stilista crede così tanto a questa “autogestione” dei consumatori da far sfilare anche diverse donne: pare che i pezzi sartoriali vengano acquistati anche da loro. Promette bene, il nuovo Zegna.

Zegna: nuovi classici e ritorno alla natura

Dopo la quotazione sulla Borsa di New York e il restyling del logo, il nuovo Zegna debutta con un corto che mescola videoarte, danza e sfilata, girato sui sentieri dell’Oasi Zegna, il parco naturale curato dalla famiglia in Piemonte, e piazza Duomo.
La visione del direttore creativo Alessandro Sartori è chiara: quella che ha immaginato è una sequenza di nuovi classici, in cui i completi 3 pezzi al posto del gilet hanno la camicia-giubbino, in cui le forme sono scolpite per apparire voluminose, in cui tutto è modulabile e combinabile. 
Una moda di sostanza, non solo d’apparenza: per esempio, la presentazione è diventata l’occasione buona pure per lanciare Oasi Cashmere, il cashmere proveniente da un solo allevamento in Mongolia e tracciabile al 100 per cento, che da ora in poi sarà l’unico utilizzato dal marchio.

Da DSquared2 gli ospiti, Ibrahimovic compreso, sono appollaiati su vecchie valigie, mentre i modelli camminano su una sorta di tarmac sovradimensionato. Il riferimento alla voglia di tornare a viaggiare dei gemelli canadesi Dean e Dan Caten è chiara a tutti, e la sensazione non fa che aumentare con l’inizio dello show, un gioioso inno al campeggio e alle vacanze fatte zaino in spalla. I loro ragazzi arrivano in quest’aeroporto immaginario con addosso giganteschi pullover ricamati, poncho imbottiti, piumoni xxl, gilet di montone, coperte, pantaloni cargo, bermuda e ghette. Tutto assieme.

In questo ricordano molto quelli che in aeroporto per non pagare l’overweight indossano quante più cose possibile: l’effetto finale strappa un sorriso, anche perché i pezzi sono belli, allegri, desiderabili. Sarà che la voglia di muoversi a questo punto è davvero tanta, ma se ne resta coinvolti. Tanto più che, in questa montagna (letterale, viste le proporzioni dei capi) di indumenti, spicca pure una collaborazione con Invicta. Per i due designer il marchio è perfetto per i loro richiami ad arrampicate e alpinismo; ma per gli italiani, cresciuti con il mito degli zaini Invicta, la loro versione oversize vista in passerella è destinata a diventare uno status symbol da sfoggiare. Altro che trekking.

Dsquared2 Hi_king: riscoprire la bellezza di stare all’aria aperta

Il nome che Dean e Dan Caten, stilisti di Dsquared2, hanno scelto per la collezione maschile autunno/inverno 2022/2023 presentata a Milano è un gioco di parole: Hi_king, parola che letta per intero significa letteralmente escursionismo in italiano, ma che scomposta forma le due parole hi (ciao) e king (re). Non è un caso, perché l’obiettivo dichiarato dei fratelli canadesi è quello di tornare ad assaporare il gusto di vestirsi per stare all’aria aperta, nella natura, dopo due anni che, complice la pandemia, hanno visto gli spazi chiusi dominare le nostre vite. In passerella sfilano abiti di derivazione tecnica tra piumini che sembrano sacchi a pelo e stivali attrezzati per la pesca nei torrenti o per attaccarci ramponi da ghiaccio, coperte di lana che si trasformano in cappotti e una serie di capi, tra cui uno zaino con tanto di tazza metallica e orsetto toy incorporati, realizzati in collaborazione con Invicta e che probabilmente andranno a ruba nei negozi.

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