Milleproroghe, governo battuto sul tetto al contante: il blitz del centro-destra lo riporta a 2mila euro

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MILANO – Notte movimentata nell’esame degli emendamenti al Milleproroghe in commissione alla Camera e a fare le spese della battaglia parlamentare è il tetto sull’utlizzo del contante, che era sceso a mille euro dal primo gennaio in virtù di un meccanismo stabilito dal governo Conte e che l’esecutivo Draghi aveva pienamente sposato. Invece la maggioranza si è spaccata durante l’esame degli emendamenti, e la Lega e FI hanno votato con FdI una retromarcia sul contante: il tetto che dallo scorso primo gennaio è sceso a mille euro torna ora per un anno a duemila euro.

La modifica sposta infatti l’entrata in vigore della soglia più bassa dal primo gennaio 2022 al primo gennaio 2023. La modifica è passata, secondo quanto viene riferito, per un solo voto con il parere contrario del governo. Pd, M5S, LeU e Iv hanno votato in linea con l’esecutivo. “Decisivi i voti liberi del misto”, dice un parlamentare.

Ex Ilva, la maggioranza sconfessa il governo: non avrà i 575 milioni delle bonifiche

“Abbiamo insistito per mettere ai voti l’emendamento – ha spiegato all’Agi Paolo Trancassini, deputato di FdI primo firmatario della proposta – e a al termine della votazione era risultato respinto. Ho chiesto la verifica nominale, ed è stato accertato che aveva invece ricevuto 39 voti favorevoli e 38 contrari. E’ stato votato da alcuni deputati di Forza Italia e della Lega anche da uno delle Autonomie. Il Governo nella notte – afferma ancora Trancassini – è andato sotto quattro volte e non mi pare che sia una cosa di poco conto su temi centrali come questi”.

Secondo quanto riferiscono le agenzie, si è trattato di lavori piuttosto turbolenti, tanto che più volte anche le relatrici (una della Lega e una del M5s) hanno dato pareri contrastanti sugli emendamenti. Durante l’esame delle modifiche il governo ha dato parere contrario all’emendamento che cancella l’articolo sull’Ex Ilva, che però è stato approvato ugualmente. La norma originaria cambiava la destinazione di parte dei fondi Riva che ora tornano a poter essere utilizzati per le bonifiche. Sulle graduatorie per l’Istruzione il governo al contrario ha dato parere favorevole a una riformulazione che però è stata bocciata dalle commissioni.

Oltre al tema del contante e dell’ex Ilva, poi, il governo è stato battuto sulla sperimentazione degli animali e sulle graduatorie della scuola.

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