Milleproroghe polemiche sullo sblocco delle trivelle. I Verdi a febbraio ripartono le concessioni. Il M5s andremo oltre il semplice stop

Milleproroghe, polemiche sullo sblocco delle trivelle. I Verdi: a febbraio ripartono le concessioni. Il M5s: andremo oltre il semplice stop

La Republica News
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Il blocco delle trivelle non c’è più. È sparito dal decreto Milleproroghe e dunque si potrà riprendere a fare buchi davanti alle nostre coste. No, il blocco c’è ancora. Anzi diventerà tombale. Gli ambientalisti da un lato lanciano l’allarme sulla ripresa delle attività estrattive, dall’altro c’è il Movimento Cinque Stelle che non vuole proprio rinunciare ad una delle poche bandiere rimaste e annuncia battaglia nelle aule parlamentari contro le trivelle. In mezzo, forse, i ministri grillini Sergio Costa, Ambiente, e Stefano Patuanelli, Sviluppo economico, che devono decidere qualcosa sulla spinosa questione.

Proprio Patuanelli, intervistato da Repubblica, annuncia che non c’è stato alcun via libera alle trivellazioni. “È il contrario. – dice – Abbiamo deciso di superare l’idea della mappa che doveva definire dove è consentito e dove no trivellare, per vietarlo ovunque. Questo non si poteva fare col Milleproroghe e ci sarà quindi una norma ad hoc”. E sulla ripresa delle attività, replica: “No, la moratoria è in vigore fino al 13 agosto 2021”.

governo e crisi

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Affermazioni che sono contestate da Angelo Bonelli, il coordinatore nazionale dei Verdi, che racconta un’altra storia. Una storia che ruota intorno alla misteriosa sigla “Pitiesai”. Che tradotta vuol dire Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee. La mappa di cui parla Patuanelli. Nel silenzio totale, invece, di Costa come sottolinea Bonelli.

la denuncia

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Riassumendo il blocco delle trivelle è stato adottato nel 2018 e prorogato nel 2019 per dare tempo al governo di presentare una mappa che indicasse i punti dove si potesse cercare qualcosa in mare. Ora Bonelli racconta che quel piano doveva essere presentato entro il 13 febbraio 2021. Ma del testo si sono perse le tracce. E quindi, conclude il leader dei Verdi, dopo quella data “saranno 53 i permessi di ricerca finalizzati alla ricerca di idrocarburi che potranno essere autorizzati dal Mise”.

Dunque, la data importante non è il 13 agosto, ma il 13 febbraio. Ma anche su questo non c’è certezza. Perché per Giacomo Vianello, deputato grillino della commissione Ambiente, “la moratoria durerà almeno fino a luglio 2021 e ovviamente siamo al lavoro per andare ben oltre”. Bonelli però smentisce Vianello, perché “omette di fornire un’informazione importante: se non viene approvato il piano Pitiesai, la moratoria decade per legge”. Però Vianello insiste su un altro aspetto: il superamento del piano. Perché sembra di capire che non ci saranno mai più autorizzazioni e trivelle. Cioè quello che fa capire il ministro Patuanelli quando dice che si lavora per superare la mappa.

Vianello, dice, infatti che “sulle trivelle siamo al lavoro per andare ben oltre. Già con la legge di Bilancio io presentato un ordine del giorno che impegna il governo a bloccare definitivamente nuovi permessi per trivellazioni ed air gun, obiettivo contenuto tra l’altro anche nella mia proposta di legge appena depositata alla Camera”. Certo, il governo può anche non procedere. Ma il grillino ha pensato anche a questo: “E anche per l’adozione del Pitiesai siamo pronti a proporre una proroga nel primo provvedimento utile qualora non provveda l’esecutivo”.

Intenzione confermata da un altro deputato grillino, Luigi Gallo, che annuncia: “Ancora una volta, come è accaduto per la proroga al superbonus 110% in legge di Bilancio, toccherà a noi parlamentari e al M5S porre rimedio, proponendo lo stop all’estrazione di petrolio e metano dalla nostra bellissima penisola con un emendamento da presentare al Milleproroghe in Parlamento. Dobbiamo indicare una strada certa per uscire dall’epoca fossile”.

Alla fine, almeno per il M5S, a chiudere la questione ci pensa il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro: “Alcuni giornali hanno pubblicato delle notizie semplicemente false e ridicole. Smentisco seccamente certe assurde ipotesi: lo stop alle trivelle è una priorità del Movimento 5 Stelle e mia personale”. Dunque, si deve solo attendere il provvedimento ad hoc. Magari la discussione e l’approvazione della proposta Vianello. Intanto una bozza circola già con cinque articoli: il primo cancella tutte le norme vigenti, gli altri prevedono il blocco totale delle concessioni sia in mare sia a terra.

Ma Bonelli continua ad essere scettico. Sui tempi e sui modi. E sulla praticabilità politica dei progetti grillini. “Non vi è alcun dubbio, dalle informazioni che disponiamo – afferma il leader dei Verdi –  che sia stata Italia Viva di Matteo Renzi a chiedere nella verifica con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte di stralciare l’articolo 20 dal decreto Milleproroghe che prevedeva la moratoria su nuovi permessi di ricerca di idrocarburi”. Dunque, si chiede Bonelli, “come potranno i grillini imporre alla maggioranza il loro progetto?”.

Un dubbio avallato da quello che pensano anche i parlamentari del Pd. “Il ministro Patuanelli ha fatto affermazioni che lasciano perplessi: afferma infatti che il Pitiesai, non vedrà mai la luce, peraltro dopo due anni di stop delle attività dovuto alla relativa moratoria. Questo perché, afferma sempre il ministro, verrà approvata una norma tombale che vieterà per sempre l’attività estrattiva nel nostro paese”, dice Stefano Collina. Il vicepresidente dem della commissione Industria del Senato spiega: “Se il ministro si riferisce al programma di governo voglio sgombrare subito il campo. È vero che si parla di stop al settore, ma nel quadro di un complessivo stop in tutto il Mediterraneo. Siccome nel Mediterraneo, dalla Croazia all’Egitto, si continua ad estrarre e a cercare gas, il problema resta tutto da discutere”. Una posizione che tiene conto del no al blocco delle trivelle che arriva dall’Emilia Romagna e dal governatore Stefano Bonaccini.

Dunque, si profila un altro scontro fra il Pd e il Movimento Cinque Stelle. Con Renzi a fianco di chi vuole trivellare, in piena sintonia con Forza Italia e la Lega. Mentre a fianco dei grillini ci saranno gli ambientalisti di Leu. “O si accelera sulla Piano delle aree, oppure più realisticamente si adottano una proroga per la sua adozione e anche per la moratoria – dice la deputata Rossella Muroni – Altrimenti faremmo un bel regalo al mondo dei fossili che sono pronta a scongiurare con un emendamento al decreto Milleproroghe”. Lo scontro, quindi, è solo rimandato alle aule parlamentari. Ammesso che il governo sia ancora in carica. Fuori, a manifestare nelle piazze Greenpeace, Legambiente e Wwf. Insieme a ripetere che “il progressivo abbandono delle trivellazioni di gas e petrolio in Italia, a cominciare da quelle nei nostri mari, come proposto dal ministero dello Sviluppo Economico, infatti, va nella giusta direzione della decarbonizzazione della nostra economia richiesta dall’Europa con l’European Green Deal e soprattutto  con lo strumento Next Generation Eu”.



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