Mimmo Lucano condannato, Rossomando (Pd): “Pena spropositata, l’esempio Riace di accoglienza resta un modello”

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ROMA – “L’esempio-Riace di accoglienza di prossimità per i migranti, come occasione di crescita per il ripopolamento, di umanità e integrazione, resta un modello. La pena di 13 anni e due mesi a Mimmo Lucano è spropositata”. Anna Rossomando è la responsabile Giustizia del Pd. Vice presidente del Senato, d’abitudine pesa le parole. Ma il giudizio dei Democratici sulla condanna a Lucano è netto. 

Rossomando, Lucano ha speculato sulla gestione dei migranti: è l’accusa. Cosa pensa della pesante condanna? 
“Non è retorica dire che bisogna aspettare le motivazioni della sentenza, e ci vorranno novanta giorni. Però la pena appare spropositata: è il doppio della richiesta del pm, ed è elevata anche rispetto alle pene previste”. 

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L’esempio-Riace in fatto di gestione dell’accoglienza è da archiviare? 
“Per quanto ci riguarda come Pd, il modello Riace inteso come accoglienza di prossimità, come occasione di crescita e ripopolamento, di umanità e integrazione resta un modello. Il compito dei processi è di accertare i fatti e le condotte, se c’è stato un dolo. Mi pare pacifico che qui si possa stabilire che non c’è stato alcun arricchimento personale. Lucano è stato condannato anche per associazione a delinquere, che presuppone una organizzazione strutturata e una intenzione. Tutti questi elementi devono essere provati”. 

Non lo sono stati? 
“Entriamo in un terreno che non ci è ancora noto, dal momento che non abbiamo la motivazione della sentenza. Ma ripeto: i processi accertano i fatti, non avanzano tesi. Detto questo, è chiaro che la legalità va rispettata sempre. Semmai, tornando al modello Riace, non da ora pensiamo che bisogna costruire un sistema più forte di supporto ai sindaci specie nella gestione dei flussi migratori e dei richiedenti asilo”. 

Il Pd con il segretario Enrico Letta ha espresso solidarietà a Lucano. Ma la vostra è anche una critica ai magistrati?
“La nostra solidarietà va alla persona a cui si riconosce una sfida difficile sull’accoglienza. Abbiamo poi espresso lo sconcerto sull’entità della pena, che lascia sgomenti. Non c’è bisogno di essere giuristi. Basta leggere le cronache e fare paragoni tra pene comminate e fatti relativi. Quindi non è una critica ai giudici. Non è davvero questo il punto. Se le norme sull’accoglienza devono essere migliorate, gli strumenti vanno modificati. E non dimentichiamo che in fatto di accoglienza e governo dei flussi migratori abbiamo dovuto riprendere un filo che i decreti sicurezza di Salvini avevano tranciato di netto”. 

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A Luca Traini, che a Macerata sparò ai migranti, è stata confermata la condanna a 12 anni, per Lucano che i migranti ha accolto la pena è di oltre 13 anni. Si riferisce a questo?
È uno dei casi a cui molti hanno fatto riferimento, è inevitabile che l’opinione pubblica faccia paragoni”.

La destra accusa il Pd di essere garantista a giorni alterni.
“Veramente è una proiezione! La psicanalisi la definirebbe così. Noi Democratici abbiamo sempre processato le posizioni politiche, mai, mai le persone. Siamo garantisti perché crediamo nella legalità sempre, a differenza di altri”. 

Ma come si gestisce l’accoglienza dei migranti? 
“Il modello di accoglienza diffusa e di prossimità funziona se supportato e sostenuto e non affidato all’esclusivo volontarismo dei sindaci”. 

C’è sempre il rischio che si trasformi in business? 
“Ovunque circoli denaro c’è sempre il rischio, è evidente. Però la questione è fuori tema in questo caso. Ripeto: nessuno mette in dubbio che non ci sia stato arricchimento di Lucano”. 

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