Mirabilandia: un chilometro di fila nel primo giorno del Green Pass

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C’è un chilometro di fila all’ingresso di Mirabilandia, nel primo giorno del Green Pass. Non per entrare, ma per fare il tampone. Funziona così: chi ha il certificato verde lo esibisce ed entra subito, anche solo mostrandolo sul cellulare, il tempo di validarlo con un “bip” poi via libera agli scivoli. Chi invece il certificato verde non ce l’ha perché non è vaccinato o perché lo è, ma da meno di due settimane, può fare il tampone gratis sul posto, in una casetta bianca e rosa che sembra uscita dal parco giochi, ma dentro ha dei veri medici in camici bianco. È questa la novità che si è inventato il parco di divertimenti più grande di Italia per non perdere i suoi visitatori: imprenditoria romagnola docet, e si direbbe che funzioni.

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Per essere sicuro di non lasciare fuori nessuno  oggi il direttore generale Riccardo Marcante di tamponi in magazzino ne ha messi ventimila: “Come primo giorno sono contento – dice – non mi aspettavo che ci fosse una richiesta di test così alta, abbiamo deciso di farli gratis come incentivo. Sento parlare di prezzi calmierati ma i costi che vedo in giro sono molto alti: una famiglia di quattro persone avrebbe finito per spendere sessanta euro per venire al parco e mi pareva troppo. Oggi temevo disordini, avevo anche allertato i carabinieri ma li ho mandati via, perché per fortuna è tutto tranquillo, la gente è molto ben disposta. Ero preoccupato perché sono giorni che su Telegram riceviamo insulti da alcuni gruppi di no-Vax, fanno le liste nere e non hanno capito che ci limitiamo a rispettare la legge. Stiamo collaborando con Google e Tripadvisor per segnalarli alle autorità”. 

In fila per i tamponi ci sono moltissimi ragazzi, comitive, famiglie dove il più delle volte i genitori sono vaccinati e i figli no. Ma anche adulti come Ditila Ekmeciu, mamma albanese di due figli di 10 e quattro anni: “Ho fatto la prima dose all’estero – spiega – e qui il mio vaccino non vale, per questo devo fare il tampone”.

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Simone Cecchini invece aspetta le figlie di 16, 13 e 12 anni seduto sotto un ombrellone. “Io mi sono vaccinato perché mi fido, per le mie figlie vedremo. Sarei venuto ieri ma abbiamo aspettato oggi per i tamponi gratis”. Una coppia di fidanzati sulla quarantina aspetta l’esito del tampone: “Noi non siamo vaccinati per scelta”, dicono. Dentro, Giada Bandini mangia una pasta fredda portata da casa insieme al figlio a due passi dalle montagne russe. “Io il pass ce l’ho – dice  – abito qui accanto, vengo a Mirabilandia tutti i giorni perché ho l’abbonamento. Oggi pensavo ci fosse molta più ressa per entrare e invece va tutto velocissimo: cellulare, tac e siamo entrati. Ma il parcheggio rispetto a ieri è un po’ più vuoto, forse qualcuno temeva che sarebbe stato più difficile”.

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