Missione russa a Bergamo, i dubbi del sindaco Gori: “Aveva diversi obiettivi, non solo aiutarci per il Covid”

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La questione sta assumendo ormai i contorni di una difficile e delicata vicenda che incrocia pandemia e conflitto ucraino-russo, tra minacce di ambasciatori ai nostri ministri, ricostruzioni di richieste poco chiare e adesso anche con le audizioni al Copasir dell’ex premier Conte. Ma intanto a Bergamo è ancora il sindaco Giorgio Gori a rilanciare i dubbi sulla missione “Dalla Russia con amore” che nel marzo 2020 portò nella sua provincia molti medici – ma anche molti più militari – russi ufficialmente per aiutare i nostri sanitari in affanno per la prima ondata di pandemia. Ma, è il sospetto che già l’anno scorso aveva raccontato Repubblica e che ora torna prepotentemente, forse anche per studiare diffusione e forma del virus così da preparare un vaccino russo (lo Sputnik) e – questo è il livello superiore – per una attività di intelligence ad alti livelli.

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Gori ora torna sulla domanda: perché i russi arrivarono a Bergamo per quei due, drammatici mesi? “Io mi sono fatto l’idea che quella fosse una missione ibrida, cioè che avesse diversi obiettivi. Uno era quello di dare aiuto, però certamente aveva anche una valenza propagandistica per il Paese che l’aveva promossa”.

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Hotel Excelsior, Bergamo 26-03-2020. Conferenza stampa del team russo venuto in Italia per aiutare il paese nella lotta al Covid-19. (Fotogramma)

Hotel Excelsior, Bergamo 26-03-2020. Conferenza stampa del team russo venuto in Italia per aiutare il paese nella lotta al Covid-19. (Fotogramma)

Hotel Excelsior, Bergamo 26-03-2020. Conferenza stampa del team russo venuto in Italia per aiutare il paese nella lotta al Covid-19. (Fotogramma)  “Mi pare che qualche dubbio permanga – ha proseguito Gori – anche se l’ex presidente del Consiglio è stato molto risoluto nel dire che non ci sono ombre; però mi pare che invece altre fonti, anche autorevoli, della gerarchia militare italiana, qualche dubbio lo abbiano avanzato, e probabilmente bisognerà fare altre audizioni per capire meglio. Io ho raccontato oggi la mia testimonianza, visto che proprio Bergamo è stato il luogo in cui si sono applicati i medici russi che appartenevano a quel contingente inviato in Italia dopo la famosa telefonata del 21 marzo tra Putin e l’allora presidente Conte”.

Giorgio Gori: “Missione russa per il Covid a Bergamo nel 2020: aiuto, propaganda o intelligence?”

La missione russa disinfetta i locali della rsa di Gromo, in provincia di Bergamo

La missione russa disinfetta i locali della rsa di Gromo, in provincia di Bergamo

La missione russa disinfetta i locali della rsa di Gromo, in provincia di Bergamo  Racconta quindi Gori: “Arrivarono questi militari e fecero, va detto, da una parte disinfezione delle Rsa, e poi 30 di loro furono decisivi per avviare l’ospedale da campo di Bergamo che, sappiamo, ha dato molto sollievo alle nostre strutture sanitarie”. Gori ha proseguito spiegando che la missione sia “stata più volte rivendicata in quei giorni e dopo, e ancora oggi, quando ci si dice ‘Però noi vi abbiamo aiutato’, in qualche modo si rinfaccia questo sostegno. E forse, questo dicono perlomeno le inchieste di alcuni giornalisti, sono state settimane in cui la Russia ha acquisito informazioni di grandissimo rilievo sul Covid, quindi ‘intelligence’ sanitaria potremmo dire, utile anche per lo sviluppo del vaccino Sputnik nel loro paese”.

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