Moldavia, volontari accolgono i profughi al confine: “Siamo un paese poverissimo, rischiamo il collasso”

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La Moldavia ha circa due milioni di abitanti ed è il paese più povero d’Europa. Con l’inizio della guerra in Ucraina lo scorso 24 febbraio, il piccolo territorio moldavo sta accogliendo ogni giorno migliaia di persone in fuga. Ad oggi risultano circa 300mila persone ad aver attraversato il paese, di cui più di 100mila quelle che al momento sono rimaste nei vari centri di accoglienza adibiti dal governo o in abitazioni private. L’estrema fragilità e poca stabilità economica e sociale, allarma la società civile e le organizzazioni del terzo settore: “Stiamo facendo dei grandi sforzi per dare ospitalità alle persone in fuga dalla guerra, ma il nostro è un paese piccolo, povero, con un sistema sanitario precario”, racconta Cristina Sbiru che fa parte dell’associazione Moldova Pentru Pace – incaricata dall’esecutivo nella gestione e coordinazione del flusso dei rifugiati in arrivo – “il rischio al quale andiamo incontro è il collasso dell’intero sistema”. Palanca e Tudora sono due tra i valichi di frontiera di accesso che separano la Moldavia dall’Ucraina, la posizione geografica a sud-est li colloca molto vicino alle città di Odessa e di Mykolaiv, da dove negli ultimi giorni stanno aumentando le persone in fuga, una volta superato quel confine chi fugge trova un primo soccorso da parte dei volontari e delle organizzazioni umanitarie. “La Moldavia si è mobilitata da subito per rispondere alla grande emergenza”, afferma Giulia Menegatti della ong Intersos, “ma temiamo che possa esplodere una crisi umanitaria nella crisi”.

di Martina Martelloni / Intersos

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