Montagna laboratori escursioni e un documentario per Lacqua che berremo

Montagna, laboratori, escursioni e un documentario per ‘L’acqua che berremo’

Libero Quotidiano News
Pubblicità
Pubblicità

Condividi:

11 dicembre 2020

Roma, 11 dic. (Adnkronos) – Le acque carsiche, che scorrono attraverso le montagne, oggi forniscono agli italiani il 40% del fabbisogno idrico: fiumi nascosti di acqua potabile di ottima qualità ma molto vulnerabile, abbondante ma non infinita, che non possiamo permetterci di inquinare né sprecare. Nella giornata Internazionale della Montagna #mountainsmatter, si conclude ‘L’acqua che berremo – L’importanza degli acquiferi carsici’, la campagna di sensibilizzazione della Società Speleologica Italiana patrocinata e co-finanziata dal ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che in questa edizione ha coinvolto 1.200 studenti, 62 docenti, 12 istituti, 34 classi e 8 gruppi speleologici.
Tra il 2019 e il 2020, infatti, grazie al supporto di alcuni gruppi speleologici affiliati alla Ssi, classi di III elementare, II media e I superiore delle scuole con sede nelle aree dei Parchi Nazionali, hanno potuto partecipare a escursioni nella natura e laboratori didattici attraverso i quali hanno potuto toccare con mano l’importanza fondamentale dell’acqua per le attività umane e la biodiversità, e imparare le semplici abitudini che aiutano a preservare e tutelare la qualità delle acque sotterranee, nonché il patrimonio epigeo e ipogeo che le circonda.
Parte integrante del progetto è, inoltre, il documentario ‘Sorella Acqua’ con la regia di Alessandro Ingaria, che descrive il cammino dell’acqua che dal cielo arriva fino alle nostre case, passando lungo i ‘fiumi della notte’ che attraversano le montagne. Parallelamente i ricercatori di varie università, insieme agli speleologi coinvolti, hanno aggiornato i dati delle sorgenti carsiche italiane, realizzando una mappa interattiva delle 200 maggiori sorgenti consultabile da oggi sul sito acquacheberremo.it, dove si può scaricare anche la brochure didattica aggiornata e il documentario.
“Oggi fortunatamente c’è una più diffusa consapevolezza dell’importanza di tutelare l’acqua dall’inquinamento, tuttavia ancora tanto c’è da fare per far comprendere alle nuove generazioni quanto sia fondamentale non sprecarla, perché non è una risorsa infinita – spiega Bartolomeo Vigna, speleologo e docente di Geologia Applicata del Politecnico di Torino che, insieme ad altri ricercatori, ha collaborato attivamente ai contenuti della campagna – Per questo da anni ci impegniamo nella campagna di sensibilizzazione della Società Speleologica Italiana. Far toccare con mano ai ragazzi il ciclo dell’acqua, che dal cielo attraversa il suolo e scorre nelle montagne per arrivare nelle loro case, è sicuramente un modo efficace per far comprendere che ognuno può fare la sua parte per evitare gli sprechi, basta cambiare piccole abitudini quotidiane, come per esempio chiudere il rubinetto mentre si lavano i denti”.
La campagna mira anche a sensibilizzare le istituzioni sulla necessità di riservare le acque carsiche all’uso idropotabile e tutelarle dall’inquinamento.
“In un periodo in cui tanto si parla di rifiuti speciali, di inquinamento dell’aria e delle acque, è invece quasi totalmente ignorato un problema apparentemente nascosto, la cui gravità non è ancora ben compresa, ovvero l’inquinamento del sottosuolo nelle zone carsiche, che ha origini antiche e può assumere dimensioni molto gravi – commenta Leonardo Piccini, speleologo e docente di Climatologia e Geografia Fisica all’Università di Firenze, anch’egli coinvolto nel progetto Ssi – E’ dunque urgente sancire la peculiarità degli ambiti carsici che custodiscono preziosi acquiferi, attraverso un quadro normativo più adeguato, una politica di governo del territorio più consapevole, e un impegno maggiore di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di crescita della cultura ambientale collettiva”.



Go to Source