Morta Lina Wertmuller, i ricordi degli amici e colleghi, il riconoscimento delle istituzioni

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Una valanga di ricordi, pensieri e attestati di stima da colleghi e amici ma anche da tanti spettatori che citano la sua produzione variegata dopo la notizia della morte della regista Lina Wertmuller, oggi a Roma all’età di 93 anni. Il ricordo delle istituzioni a partire dal ministro della Cultura, Dario Franceschini: “L’Italia piange la scomparsa di Lina Wertmuller, una regista che con la sua classe e il suo stile inconfondibile ha lasciato un segno perenne nella nostra cinematografia e in quella mondiale. Prima regista donna a essere candidata all’Oscar per ‘Pasqualino settebellezze’ nel 1977, premio Oscar alla carriera nel 2020, ha avuto una carriera lunga e intesa, consegnandoci opere alle quale ognuno di noi restera’ per sempre legato. Grazie, Lina”.

La camera ardente per la regista sarà allestita in Campidoglio. Lo ha annuncia il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri: “Con Lina Wertmüller se ne va una leggenda del cinema italiano, una grande regista che ha realizzato film densi di ironia e intelligenza, la prima donna candidata all’Oscar per la miglior regia. Roma le darà l’ultimo saluto allestendo la camera ardente in Campidoglio”.

“Il dinamismo inarrestabile e la passione civile hanno fatto di Lina Wertmuller una creatrice unica del Cinema Italiano, e della commedia contemporanea. Ha avuto grandi riconoscimenti nel mondo, la sua vita è stata piena. Di lei, fino al nostro ultimo incontro, ricordo l’allegria, contagiosa, critica, solare” dice il Presidente dell’Anica Francesco Rutelli.

“Una notizia che mi addolora profondamente, il cinema perde un monumento di genialità, intuizione, avanguardia – dice Claudia Gerini – Ma anche una donna dotata di grande ironia, era avanti anni luce su tutto. L’ultima volta che Ho Visto Lina Wertmüller è stato questa estate ci siamo incontrare per parlare di un progetto teatrale. E’ stata una chiacchera condita di una valanga di ricordi. Ho avuto il privilegio di lavorare con lei nel 2001 nel film Francesca e Nunziata con Sophia Loren, e Giancarlo Giannini c’era anche Raoul Bova, non stava mai ferma non solo era regista, faceva tutto anche il tecnico delle luci, controllava i costumi, le battute, un uragano”. Rita Pavone si è detta distrutta: “Per me è stata una seconda mamma. L’ho vista un mese fa, sono stata a casa sua, le avevo telefonato per dirle che ero a Roma.’Amore per te la porta è sempre aperta’, mi ha risposto. E’ un dolore enorme”.

(ansa)

“Onore a Lina Wertmuller, al suo cinema oltre il conformismo di ogni ‘genere’ e gender, mai perbene, grottesco. L’ho capito tardi, ma che fortuna aver avuto una mamma che mi portava a vedere #MImiMetallurgico pur coprendomi gli occhi nella famosa scena in primissimo piano…”. scrive il presidente e direttore Artistico dell’Accademia del Cinema Italiano Premi David di Donatello Piera Detassis.

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