Morto Galeazzi, dal Circolo Canottieri a colleghi e artisti: l’omaggio di Roma. “Il Tevere che tu amavi tanto oggi piange con noi”

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Foto in bianco e nero. Era nato a Roma il 18 maggio 1946, come Gian Piero Daniele Galeazzi ed a Roma è rimasto fino alla fine, spostandosi attraverso antenne e schermi, scivolando sull’acqua e entrando con la voce, nelle case di tutta Italia. Quel suo entusiasmo che in tanti hanno assorbito, ereditato. “ll Tevere, il fiume che amavi tanto, oggi piange con tutti noi”, si legge sul profilo del Circolo Canottieri. E oggi, come pùo, Roma vibra e lo ricorda.

Il canottaggio e l’amicizia con Mascarenhas

Atene 2004, finale di canottaggio, specialità quattro senza. “Bellissimo finale di Mascharenas che va all’attacco”. Pochi secondi dopo, l’urlo liberatorio: “Eccola! L’Italia va a conquistare la sua medaglia di bronzo”. La voce al microfono è quella dell’ex campione scomparso venerdì 12 novembre all’età di 75 anni.

“Dopo questa telecronaca il nostro legame diventò ancora più solido. Oggi sono senza parole, è davvero una giornata triste”, commenta a voce bassa Bruno Mascarenhas, protagonista insieme al resto dell’equipaggio (con Bertini, Amarante e Amitrano) dello storico commento di Galeazzi alle Olimpiadi del 2004″.

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Le sue telecronache erano commoventi e speciali. Sapete quale era il suo segreto? Non raccontava solo le gesta sportive, no, ma anche il lato umano degli atleti. Ci riusciva perché lo conosceva, era uno di noi: durante queste manifestazioni non faceva mai il giornalista distaccato, ma stava sempre con noi prima e dopo la gara”.

Mascarenhas, a Roma dal 1991, è il direttore tecnico del settore canottaggio del Circolo Canottieri Roma, di cui Galeazzi era socio onorario. “Lo conosco da tantissimo, ho sempre frequentato questo circolo. È stato il mio maestro ed è come se lui continuasse in me. Ho infatti seguito il suo percorso: da due anni, dopo aver chiuso la carriera nel canottaggio, sono diventato un telecronista di Rai Sport e ho seguito anche le Olimpiadi, proprio come Giampiero”.

Tra i tanti aneddoti, Mascarenhas ne sceglie uno in particolare: “Una volta eravamo a pranzo al circolo. Arriva al tavolo il cameriere per fare i piatti di pasta ma quando è il suo turno Giampiero lo ferma e gli dice: ‘Fermati, non me la mettere. Prenditi il piatto vuoto e lasciami l’intera vaschetta’”.

Il ricordo del Circolo Canottieri Roma

Un ricordo simpatico e simile lo ha anche Lorenzo Guido, consigliere al canottaggio del Circolo Canottieri Roma. “Nel 2019 abbiamo intitolato il galleggiante, ovvero il nostro quartier generale, sia a Giampiero che al padre Rino, nostro ex allenatore. Era felicissimo e per l’occasione abbiamo fatto una festa con lui che è arrivato sopra un battello. Nonostante non potesse muoversi facilmente, per farvi capire lo spirito guascone, appena è arrivata la torta ha subito provato ad allungarsi per prenderne un pezzo”. Guido è commosso, ha appena saputo la tragica notizia: “Ho la nebbia in testa, faccio fatica a ricordarmi i momenti con lui. Sono scosso”.

Ha 33 anni e conosceva Galeazzi da quando ne aveva 9: “È stato e sarà un punto di riferimento per me, per tutto il mondo del canottaggio e per il nostro circolo. Cercheremo di tramandare il suo ricordo e gli insegnamenti alle generazioni future. Sicuramente – aggiunge Guido – organizzeremo una manifestazione per omaggiarlo”.

Toccante il messaggio d’addio pubblicato dal Circolo Canottieri Roma sulla propria pagina ufficiale di Facebook: “ll Tevere, il fiume che amavi tanto, oggi piange con tutti noi. Ciao, Piero”.

Roma e Galeazzi

Falcao intervistato a bordo campo, prima di una partita importante nell’anno del secondo scudetto della Roma, sullo sfondo gli altri calciatori della formazione di Liedholm. Così la società giallorossa ricorda il giornalista e conduttore, di fede laziale.

“Momenti e parole che resteranno immortali. Ciao Giampiero”

Lotito: “Grande laziale”

“La Società Sportiva Lazio, con tutti i suoi atleti e tifosi, piange la scomparsa di Giampiero Galeazzi.
Una figura legata indissolubilmente allo sport italiano: prima da atleta vittorioso, poi da commentatore passionale e da giornalista acuto e competente”. Così in una nota il presidente della Lazio Claiudio Lotito. “La fede laziale di Giampiero – ricorda – era nota a tutti, ma mai è stata fuori dalle righe. In una recente intervista alla Rai, stanco ma mai arreso alla malattia, disse una frase semplice e straordinaria: “Sotto lo stesso cielo, sotto la stessa bandiera. Forza Lazio”. In quel cielo brilla una stella in più”.

Panatta: “Sapeva tutto, con lui telecronache”

“Ricordo che faceva le telecronache quando io ancora giocavo. Quando abbiamo iniziato a farle insieme forse erano meno tecniche e schematiche di quelle di oggi, sicuramente molto più umane, come lo era lui”, dice Adriano Panatta. “Sapeva tutto. Ogni tanto gli facevo qualche scherzo, si avventurava in una disquisizione tecnica, io allora gli facevo no con la testa apposta – racconta ridendo – e lui, bravissimo, cambiava subito versione”.

I colleghi di Galeazzi

E i colleghi che con lui hanno diviso la passione e le stesse strade. “Bisteccone mio…se ne va un pezzo importante della mia vita…” scrive Mara Venier su Instagram.

“Quando pensi di essere bravo, poi ricordi che prima di te quel microfono lo ha tenuto #Galeazzi, che questa professione l’ha letteralmente inventata. L’uomo che ha reso indimenticabili imprese sportive per come ha saputo raccontarle. Il Fuoriclasse Assoluto. Ciao Giampiero”, scrive Marco Mazzocchi su Twitter.

Gli artisti: “Una persona perbene”

“Piango la scomparsa di Giampiero Galeazzi. Ottimo cronista e persona veramente perbene. Questo 2021 resterà nelle nostre menti per il resto della nostra esistenza. Ci ha portato via tante, troppe persone a noi care. Fai un buon viaggio, Giampiero”, scrive Rita Pavone.

I politici, da Gualtieri a Meloni

“Addio a Giampiero #Galeazzi, uno dei giornalisti sportivi Rai più amati. Le interviste sui campi di serie A, le sue appassionate telecronache di canottaggio e tennis resteranno impresse nella memoria di tanti italiani. Roma, la sua città, lo saluta commossa e non lo dimenticherà”.

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