Morto Pierluigi Frosio, fu capitano del Perugia dei miracoli

Pubblicità
Pubblicità

Lutto per il calcio e in particolare per quello perugino. E’ morto nella notte a 74 anni l’ex calciatore, allenatore e capitano del Perugia Pierluigi Frosio. Era stato colpito da una malattia e ricoverato all’ospedale di Monza. A Perugia Frosio ha giocato, nel ruolo di libero, per 10 stagioni ed è stato tra i grandi protagonisti della storica promozione in serie A nella stagione 1974-75 e del secondo posto in campionato alle spalle del Milan nella stagione 1978-79, quella che il Perugia ha chiuso imbattuto. “Ciao Lord Piero: sei stato un capitano ma soprattutto un uomo dal grande carisma e forza, un punto di riferimento per compagni e tifosi”, ha scritto il club umbro sul proprio sito ufficiale. “Sei stato e sarai sempre il mio eroe. Ciao papà”, ha aggiunto il figlio Alex su twitter. Commovente il ricordo di Ilario Castagner, tecnico del Perugia dei miracoli: “Mio carissimo Piero, oggi il mio cuore piange per il dolore della tua scomparsa e con me piangono tutti coloro che ti hanno conosciuto e voluto bene” scrive in una lettera. “Sei stato un trascinatore e un esempio per tutti i tuoi compagni di squadra, per i tifosi che ti hanno applaudito dagli spalti dello stadio, per la città di Perugia che ti ha spalancato le braccia con sincero affetto, per Nadia e i tuoi figli che ti hanno amato incondizionatamente. Per me sei stato ‘Il Capitano’ saggio e fedele, colonna del Perugia dei miracoli. È una beffa che i miei ragazzi se ne vadano prima di me, ma nel mio cuore ci starete sempre tutti.
Oggi a te vadano le miei preghiere e il mio saluto. Addio mio Capitano. Tuo Ilario”.

Finita la carriera da calciatore, a 37 anni a Rimini in C2 nel 1985 con Arrigo Sacchi in panchina, ha iniziato quella da allenatore nelle giovanili del Perugia. Tra le tante squadre che ha guidato ci sono state il Monza, trascinato alla promozione in B nel 1987, l’Atalanta in serie A nel 1990, poi Como, Modena e Ravenna, Novara, Ancona e Padova prima di chiudere l’ultima esperienza a Lecco nel 2006.

E’ il recordman di presenze in A nel Perugia

Frosio è stato un piccolo Scirea, libero intelligente, elegante nei gesti. Brianzolo, classe 1948, si era fatto tutta la trafila passando dalla D (Pro Sesto) alla C (Legnano e Rovereto) fino ad arrivare in B nel Cesena con cui, nel 1973, aveva conquistato la prima storica promozione in A del club romagnolo. Dopo sole 5 apparizioni in A decise di accettare la sfida di Ilario Castagner che lo volle in B per il suo ambizioso Perugia, promosso in A nel ’75. Il tecnico veneto lo inventò libero dando vita a una straordinaria carriera tra le file dei grifoni: 323 presenze (secondo giocatore per numero di partite nella storia della squadra alle spalle di Dante Fortini) in 10 stagioni e recordman assoluto in serie A con 170 apparizioni, corredate da 8 gol. A Perugia, assieme a nomi epici come Casarsa, Speggiorin, Dal Fiume, Bagni e Malizia, aveva sfiorato lo scudetto nel 1978-79, chiudendo il campionato da imbattuto dietro al Milan che quell’anno vinse la Stella. 

Trascinò l’Atalanta di Stromberg ai quarti Uefa

Appesi gli scarpini al chiodo iniziò ad allenare proprio a Perugia, raggiungendo già un ottimo risultato alla prima vera esperienza, al Monza, in C. Lanciando i giovani Casiraghi e Stroppa, e facendo crescere gente che poi avrebbe fatto una buona carriera in serie A (Antonioli, Robbiati, Verdelli e Stefano Pellegrini) conquistò una promozione in B e una Coppa Italia di categoria. La sua esperienza in Brianza terminò amaramente, con una retrocessione in C nel 1990. Malgrado ciò venne chiamato dall’Atalanta che guidò in A per 18 giornate prima di essere esonerato. Non prima, però, di essersi tolto la soddisfazione di approdare nei quarti di Coppa Uefa, eliminato solo dall’Inter che poi vinse il trofeo. Era l’Atalanta di Stromberg che lo stesso Frosio definì “il giocatore più forte e completo che ho allenato”. Chiusa l’esperienza di Bergamo ripartì dalla C1 guidando il Como. Poi tornò in B al Modena e poi al Novara, trascinato alla promozione dalla C2 alla C1 nel ’96. Tornò di nuovo a Modena e poi ancora a Monza con cui disputò tre campionati di B dal 1997 al 2000. Nell’ultima annata allenò un giovanissimo Patrice Evra a cui però concesse poco spazio, solo 3 presenze. Gli ultimi anni di carriera li spese tra C1 e C2 con Padova, Ancona e Lecco.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source