Mosca riduce il personale nell’ambasciata a Kiev. I paesi Ue invitano a partire. Lavrov: “Ignorate le richieste di sicurezza russe”. Biden sente Putin

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KIEV – La Russia ha iniziato a ridurre il suo personale diplomatico a Kiev. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri di Mosca. “Temendo possibili provocazioni da parte del regime di Kiev o di paesi terzi, abbiamo deciso di ottimizzare il personale diplomatico russo presente in Ucraina”, si legge in una nota. La portavoce della diplomazia russa Maria Zakharova ha anche aggiunto:  “L’isteria della Casa Bianca parla chiaro: gli anglosassoni hanno bisogno di una guerra. Ad ogni costo. Provocazioni, disinformazione e minacce sono il metodo preferito per risolvere i propri problemi”.

Il segretario di Stato Usa Blinken ha detto che ci sono segnali di un’escalation in Ucraina da parte di Mosca e ha annunciato oggi avrà un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri russo Sergeij Lavrov sulla crisi in Ucraina. Putin e Biden, avranno un colloquio telefonico su iniziativa Usa.

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L’allarme per mercoledì

 

Un funzionario Usa coperto da anonimato ha detto che gli Stati Uniti hanno raccolto informazioni di intelligence secondo cui la Russia guarda a mercoledì come data ultima per un’azione militare in Ucraina. La Casa Bianca ha sottolineato pubblicamente che gli Usa non sanno se il presidente russo Vladimir Putin abbia deciso di invadere l’Ucraina. Tuttavia funzionari statunitensi hanno nuovamente affermato che l’accumulo di potenza di fuoco offensiva aerea, terrestre e marittima vicino all’Ucraina da parte della Russia ha raggiunto un punto in cui potrebbe invadere con breve preavviso.

In un colloquio telefonico con Blinken Lavrov ha detto che Stati Uniti e ‘Ue hanno “ignorato” le richieste della Russia sulla sicurezza. Per Lavrov le affermazioni di Washington che Mosca vuole invadere l’Ucraina sono delle “provocazioni” e un modo di fare “propaganda” anti-russa, ha riferito la nota del ministerlo degli Esteri russo.

L’evacuazione del personale diplomatico Usa

 

Il dipartimento di Stato Usa ha ordinato l’evacuzione di gran parte del personale diplomatico Usa presso l’ambasciata di Kiev e ha annunciato la sospensione a partire da domani di tutti i servizi consolari. Rimarrà in servizio presso l’ambasciata solamente il personale strettamente necessario. Lo riportano vari media Usa. Gli Usa avevano già sconsigliato in viaggi nel Paese e chiesto a tutti i cittadini Usa di lasciare l’Ucraina per il rischio di un’imminente invasione russa.

I paesi Ue invitano a partire, ma ambasciate aperte

Nella riunione di coordinamento tra gli ambasciatori Ue è emerso che tutti gli Stati membri dell’Ue, incluse Germania e Francia, invieranno nelle prossime ore una raccomandazione ai loro connazionali a lasciare immediatamente il Paese e a sconsigliare i viaggi in Ucraina. Gli Stati membri dell’Ue ridurranno lo staff non essenziale delle ambasciate, ma è emersa una piena concordanza di vedute sull’importanza di escludere al momento qualsivoglia ipotesi di chiusura delle ambasciate da Kiev anche come importante gesto simbolico di sostegno al governo ucraino.

L’Ucraina fa appello alla calma

 

E’ molto importante per l’Ucraina mantenere la calma dinanzi alla minaccia posta dalla Russia. E’ quanto ha riferito il ministero degli Esteri di Kiev. Occorre mantenere la calma, “consolidare il Paese ed evitare azioni destabilizzanti e che seminano panico”, ha sottoloneato il dicastero. L’appello arriva il giorno dopo che gli Stati Uniti e alcuni altri Paesi hanno chiesto ai propri cittadini di lasciare l’Ucraina immediatamente per il timore crescente di un’offensiva russa su vasta scala. “Le forze armate ucraine stanno monitorando costantemente la situazione e sono pronte a rispondere a ogni violazione della sua integrita’ territoriale e sovranita’”, ha continuato il ministero degli Esteri di Kiev. L’Ucraina resta “in constante contatto con tutti i suoi partner cruciali e riceve rapidamente informazioni necessarie a preparare una risposta tempestiva”.

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L’ambasciatore russo negli Usa: da Washington “dichiarazioni allarmistiche”

“Le dichiarazioni del consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Jake Sullivan sono allarmistiche”. Lo ha detto al settimanale Newsweek l’ambasciatore russo a Washington  Anatolij Antonov sottolineando che “non c’è nessuna prova che Mosca voglia attaccare durante o dopo le Olimpiadi”. “Frasi del genere non esprimono altro che il desiderio dell’Amministrazione Usa di portare al massimo la propaganda contro il nostro Paese”, ha aggiunto il diplomatico. “Washington continua a parlare di attacco imminente, senza fornire dettagli”, ha detto Antonov.

Oggi colloquio Putin-Biden

 

I presidenti di Russia e Stati Uniti, Vladimir Putin e Joe Biden, avranno un colloquio telefonico oggi. Lo ha riferito il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov. “La parte statunitense ha chiesto una conversazione con il presidente Putin”, ha dichiarato, e la richiesta è stata preceduta da una lettera. Il consigliere alla sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan ha suggerito ieri la possibilità di una conversazione telefonica tra i due capi di Stato. L’ultima volta che Putin e Biden hanno avuto un colloquio al telefono è stato alla fine del 2021. Prima di allora, hanno avuto una videoconferenza il 7 dicembre. Il primo faccia a faccia tra i due risale invece all’incontro di Ginevra del giugno 2021.

Il colloquio avverrà sullo sfondo degli avvertimenti statunitensi su un possibile prossimo attacco all’Ucraina da parte della Federazione Russa. La massiccia presenza militare russa ai confini dell’Ucraina è da tempo ragione di forti tensioni e la Casa Bianca, attraverso le parole di Sullivan, ha messo in guardia ieri che le forze militari russe potrebbero dare il via alla temuta invasione “in qualsiasi momento”, anche prima della conclusione dei Giochi Olimpici invernali in corso a Pechino. “Non stiamo dicendo che il presidente Putin abbia preso una decisione”, ma esiste “un sufficiente livello di preoccupazione, basato su quanto vediamo sul terreno quanto su quello che ci fanno sapere le fonti di intelligence”, ha sottolineato il funzionario.

Washington ha pertanto invitato “ogni cittadino statunitense che si trovi in Ucraina” a lasciare il Paese “il prima possibile e comunque nelle prossime 24-48 ore”, ha detto Sullivan. Gli Usa sono comunque impegnati a usare gli strumenti della diplomazia in “stretto coordinamento con i partner europei” per azzerare i motivi di “preoccupazione” esistenti, “in linea con i nostri principi e i criteri di reciprocità”. “Siamo anche pronti a rispondere in modo deciso, assieme ai nostri alleati, nel caso in cui la Russia si decidesse per l’azione militare. La nostra risposta potrebbe comprendere rigide sanzioni economiche”, ma anche “cambi nella disposizione delle forze americane all’interno della Nato”, rispetto al confine orientale.

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Esercitazioni nel Mar Nero per 30 navi russe

 

Un’esercitazione su larga scala, che coinvolge più di 30 navi della marina russa, è iniziata nel Mar Nero. Lo ha reso noto oggi il servizio stampa della flotta del Mar Nero. “Oltre 30 navi da guerra di varie classi della flotta del Mar Nero e di altre flotte svolgeranno missioni come parte di forze armate, gruppi offensivi navali e unità di navi da sbarco”, ha affermato il servizio stampa in una nota.  “Le formazioni navali e le unità delle truppe costiere, così come l’aviazione navale, effettueranno il lancio di missili e artiglieria, nonché eseguiranno attacchi missilistici e bombe su bersagli marittimi, costieri e aerei in varie fasi dell’esercitazione. L’obiettivo dell’esercitazione – è scritto nella nota – è difendere la costa della penisola di Crimea, le basi di forze e truppe, le infrastrutture economiche del Paese, le comunicazioni navali e le aree di attività economica marittima dalle minacce militari”.

Le navi hanno lasciato le basi di Sebastopoli e Novorossijsk nella fase iniziale “dopo aver viaggiato in aree designate”. Il comandante della flotta del Mar Nero Igor Osipov supervisiona le manovre. L’esercitazione coinvolge fregate, corvette, piccole navi missilistiche e navi missilistiche, navi da sbarco, cacciatorpediniere e navi contromisure.

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