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Movida, il sindaco di Jesolo: “Siamo invasi se non ci aiutano chiuderò piazze e lungomare”

La Republica News
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JESOLO  – “Si ubriacano, si picchiano, rompono bottiglie, lanciano sedie e tavolini. Questa è una guerra e io sono spaventato. Per questo chiedo aiuto, il ministero non può lasciarci soli”. Valerio Zoggia, sindaco di Jesolo, parla come un uomo in trincea. La riapertura dei locali e la ripresa della vita sociale hanno ripopolato la località turistica veneta con numeri monstre.
 

Sindaco Zoggia, lei annuncia provvedimenti duri. Quali?
“Intanto ho firmato un’ordinanza che vieta la vendita e il consumo di alcol dalle 16 alle 6, sia per strada che in spiaggia. Si può bere ai tavolini dei locali, tutto il resto è vietato. Ma sto seriamente pensando di chiudere anche piazza Mazzini, o tratti di lungomare”.
Come mai?
“Una volta in piazza Mazzini si andava per trovarsi la morosa, ora ci vanno per fare a botte. Vanno in spiaggia a bere, al mattino troviamo migliaia di bottiglie di whisky e rum”.
Ma la situazione è davvero così critica?
“Abbiamo avuto problemi anche in passato ma quest’anno si sono accentuati. Le ubriacature ci sono sempre state, ora però sono una moda. E si tratta di giovanissimi, minorenni”.
Lei chiede aiuto al ministero?
“Jesolo ha 26 mila abitanti ma nel fine settimana diventa una città da 500 mila persone. Come posso fare fronte a questa emergenza con 50 vigili? Servono rinforzi, spero che a causa del G20 in programma a Venezia non si ignorino realtà come questa”.
Cosa la preoccupa così tanto?
“Vedo una situazione incontrollata, una discoteca a cielo aperto, in cui può succedere qualsiasi cosa da un momento all’altro. Inoltre c’è un altro aspetto”.
Quale?
“La responsabilità penale in capo al sindaco, cioè io. Chiedo ufficialmente rinforzi. Il turismo è ripartito ma bisogna governarlo e da solo non ce la faccio”.
 



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