Multe, maxi aumenti in vista al passo con l’inflazione. I consumatori chiedono al governo di bloccarli

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Rincara il carrello della spesa, saliranno le pensioni e anche le multe stradali. Tra gli effetti dell’inflazione ce n’è anche uno che rischia di pesare ulteriormente sui conti di chi sgarra nel traffico: a breve scatterà infatti l’adeguamento delle multe previste dal Codice della strada.

E’ lo stesso Codice, all’articolo 195, a disporre che ogni due anni gli importi delle sanzioni si adeguino ai prezzi.

La ‘ricorrenza’ che cade quest’anno è stata richiamata, con un intervento su Mf rilanciato sui social, da Simone Baldelli, già presidente della Commissioni parlamentare di inchiesta sui consumatori e sensibile alle tematiche degli automobilisti. Baldelli cita il codice dicendo che “la misura delle sanzioni amministrative pecuniarie è aggiornata ogni due anni in misura pari all’intera variazione, accertata dall’Istat, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (media nazionale) verificatasi nei due anni precedenti. Entro il 1° dicembre di ogni biennio, il Ministro della giustizia, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze, e delle infrastrutture e dei trasporti, fissa, seguendo i criteri di cui sopra, i nuovi limiti delle sanzioni amministrative pecuniarie, che si applicano dal 1° gennaio dell’anno successivo”.

Siamo al dunque, e con l’inflazione che – ultimo dato – viaggia sopra l’11%, c’è da scommettere su un maxi-adeguamento da dicembre per il 2023-2024. A meno che, come invoca Baldelli stesso, il governo non sterilizzi tutto.

Si associano alla richiesta le associazioni dei consumatori. Il Codacons sottolinea come un aumento dell’11% delle sanzioni porterebbe ad esempio la multa per accesso vietato alla Ztl a salire da 83 a 92 euro, quella per divieto di sosta da 42 euro a 46 euro, mentre la sanzione per mancata revisione del veicolo aumenterebbe da 173 a 190 euro (+17 euro). Anche Assoutenti si schiera contro la possibilità di un aumento degli importi delle multe: “Sarebbe ingiustificato e paradossale, non servirebbe ad aumentare la sicurezza stradale e rappresenterebbe un ingiusto aggravio di spesa per i cittadini – spiega il presidente Furio Truzzi – In Italia i comuni incassano ogni anno oltre 3 miliardi di euro grazie alle contravvenzioni, soldi che dovrebbero essere destinati alla sicurezza stradale coinvolgendo i cittadini, ma che spesso finiscono per coprire i buchi di bilancio delle amministrazioni locali. Basti pensare che solo nelle principali 21 città italiane, le multe stradali hanno generato nel 2021 un tesoretto da circa 400 milioni di euro, con gli autovelox usati come “bancomat” da cui attingere risorse. In un momento in cui gli italiani sono stremati da una inflazione record e da bollette insostenibili, incrementare l’importo delle sanzioni sarebbe uno smacco imperdonabile, e ci aspettiamo che il Governo Meloni blocchi qualsiasi rincaro che andrebbe ad unico vantaggio di operazioni di cassa. Piuttosto si dissuadano i cattivi comportamenti estendendo il sistema della patente a punti anche alle infrazioni minori”, conclude Truzzi.

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