Musei verso la riapertura. Gli appelli dalle Gallerie di tutta Italia Siamo pronti a riaprire con ingressi contingentati e orari piu lunghi

Musei verso la riapertura. Gli appelli dalle Gallerie di tutta Italia: “Siamo pronti a riaprire con ingressi contingentati e orari più lunghi”

La Republica News
Pubblicità
Pubblicità

174149201 c4c49bcb 38a5 424d 9533 d49f3f6b918f

Resta in piedi l’ipotesi della riapertura dei musei in tutte le zone d’Italia colorate di giallo o al massimo di giallo. Sale, gallerie, collezioni sono chiuse ormai da più di due mesi, in seguito a quel decreto legge firmato nella notte tra il 3 e il 4 novembre dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

A spingere per il sì era stato per primo il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e anche questa mattina se ne è discusso al tavolo con le Regioni. Uno spiraglio che ha riacceso l’interesse degli amministratori locali e dei direttori degli spazi museali. 

Proprio al responsabile della cultura si è appellato il sindaco di Firenze Dario Nardella per chiedete una riapertura per step: “Devo fare un appello al Governo e al nostro ministro Franceschini, che è sempre molto sensibile – ha detto ai microfoni della trasmissione ‘Caterpillar’ su Rai Radio 2 – Capisco la sua prudenza, ma io penso che nelle regioni gialle si possa prevedere una graduale riapertura dei musei”. Per Nardella “i musei sono molto sicuri, ben organizzati – ha aggiunto -. Non vedo le folle come al supermercato, purtroppo. Scuola e cultura possono essere le leve per uscire da questa emergenza, abbiamo bisogno assolutamente di tutto questo”.

Il nuovo Dpcm, nei bar niente asporto dopo le 18. Regioni chiuse, riaprono i musei

Pronto, nel caso in cui il prossimo imminente decreto desse il via libera, il direttore del Parco Archeologico di Paestum e Velia: “Per noi ora non sarebbe molto difficile riaprire. Ci teniamo pronti e, quando sarà, saremo lieti di accogliere i visitatori”. “Noi – ribadisce Gabriel Zuchtriegel- facciamo di tutto per essere pronti alla riapertura. C’è un numero massimo di persone che può accedere al museo, abbiamo studiato un percorso unidirezionale a senso unico per evitare che i visitatori si incrocino tra di loro. Già l’estate scorsa abbiamo sperimentato questa modalità con dei flussi anche consistenti ed è stata una sfida gestire l’affluenza rispettando tutte le misure di sicurezza. In questi mesi registriamo, normalmente, flussi più bassi mentre sono più alti nei mesi primaverili, estivi ed autunnali” osserva Zuchtriegel che conclude: “I cantieri comunque vanno avanti e sono attivi. Agli ingressi misuriamo la temperatura corporea, io stesso me la faccio misurare ogni giorno per dare il buon esempio”.

Esulta da Roma anche Mario De Simoni, presidente delle Scuderie del Quirinale: “Sarebbe una grande gioia che credo si possa gestire in sicurezza”. “Se arriverà questa decisione, che tutti salutiamo con favore – aggiunge – i musei italiani saranno in grado di garantire le misure di contenimento e di sicurezza necessarie. Per le famiglie questa opportunità potrebbe essere un’occasione controllata di socialità e sollievo, un modo diverso di passare il tempo libero che oggi manca e che è mancato drammaticamente in questi mesi”.

La sicurezza prima di tutto, ma un modello per riaprire in sicurezza, esiste: “Noi come altri – aggiunge De Simoni – abbiamo dato prova che le cose si possono gestire adeguatamente. Con la mostra su Raffaello abbiamo dimostrato che c’è un modello che si può applicare anche in presenza di numeri consistenti allungando all’estremo l’orario. Abbiamo quindi diluito, e controllato in modo ferreo, il numero delle persone che di volta in volta erano presenti”. L’altra cosa da fare è essere “sicuri delle persone che entrano e di quelle che escono per avere il controllo del numero reale dei visitatori all’interno del museo”. In questo modo, conclude De Simoni “con il rispetto della distanza e con tutte le procedure di sanificazione, credo che la visita in un museo sia una delle cose più sicure che si possano immaginare”.

E da Bologna arriva l’appello di Fabio Roversi-Monaco, presidente di Genus Bononiae, che chiede una “concessione speciale” per riaprire per 30 giorni Palazzo Fava, con “ingressi limitati e visite su appuntamento”. Il motivo? La concessione straordinaria di un’ulteriore proroga fino al 15 febbaio del politicco Griffoni di Francesco del Cossa ed ed Ercole De Roberti: 6 tavole normalmente divise in nove musei di tutto il mondo. “Fino all’ultimo vogliamo tentare di dare al pubblico l’opportunità di godere di quest’opera straordinaria, visitando una mostra che all’unanimità è stata definita irripetibile – dice Roversi-Monaco – Sarebbe una decisione important, un segnale, è assodato oramai che i musei possano essere fruiti in sicurezza”.



Go to Source