Nadef, ok del governo. PIl al 6% nel 2021. Il debito cala al 153,5%. Via a riforma Irpef e assegno unico a regime

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MILANO – Via libera del governo alla nota di aggiornamento al Def. Il testo è stato approvato dal consiglio dei ministri riunito questa mattina, dopo che i numeri principali erano già emersi nel corso della cabina di regia di ieri. Per l’anno in corso il governo prevede una crescita del 6%, ben oltre quanto ipotizzato ad aprile, mentre per il prossimo anno a fronte di un Pil tendenziale del 4,2%, si stima che le misure che netterò in campo il governo a partire dalla Legge di Bilancio alzeranno l’asticella della crescita al 4,7%.

GLOSSARIO –  Che cos’è la nota di aggiornamento al Def

Giù deficit e debito

Il miglioramento del dato di crescita, denominatore dei principali indicatori di finanza pubblica, spinge quindi al ribasso il rapporto deficit/Pil e debito/Pil. Il primo è previsto in discesa al 9,4% dal 11,8% stimato nel Def, con un calo deciso nel 2022 (5,6%), nel 2023 (3,9%) e nel 2024 (3,3%). Quanto al debito, spiega la bozza del documento in discussione, la discesa “sarà più graduale in confronto allo scenario tendenziale, ma significativa, giacchè si passerà dal 153,5 per cento previsto per quest’anno al 146,1 per cento nel 2024”.

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Via a riforma Irpef e assegno unico a regime

Il documento fissa già quali saranno alcune delle misure prioritarie da parte del governo.  “Gli interventi di politica fiscale che il governo intende adottare determinano un rafforzamento della dinamica espansiva del Pil nell’anno in corso e nel successivo. Rilevano in particolare la conferma delle politiche invariate e il rinnovo di interventi in favore delle Pmi e per la promozione dell’efficientamento energetico e dell’innovazione. Si avvia inoltre la prima fase della riforma dell’Irpef e degli ammortizzatori sociali e si prevede che l’assegno unico universale per i figli sia messo a regime”, si legge nel testo.

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