Ndrangheta 49 arresti in tutta Italia ai domiciliari il sindaco di Rosarno

‘Ndrangheta, 49 arresti in tutta Italia: ai domiciliari il sindaco di Rosarno

La Republica News
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Nuovo colpo alla ‘Ndrangheta della Piana di Gioia Tauro. Su richiesta della procura antimafia e per ordine del Tribunale,  in manette sono finite 49 persone direttamente o indirettamente legate al clan Pisano, i “Diavoli” di Rosarno riusciti a mettere radici anche a Battipaglia, in Campania, o ai Longo, di Polistena. Tra gli arrestati c’è anche il sindaco di Rosarno, Giuseppe Idà, dell’Udc, finito ai domiciliari con l’accusa di scambio elettorale politico mafioso. 

Per i magistrati, Idà, che nel giugno 2016 ha vinto le comunali alla testa della civica di centrodestra “Cambiamo Rosarno”, pur di ramazzare voti e consensi avrebbe accettato il sostegno del boss Francesco Pisano e dei vertici dell’omonimo clan. In cambio, il giovane politico avrebbe promesso non solo appalti e favori, dal cambio di destinazione d’uso dei terreni che il clan voleva rendere edificabili all’ubicazione del nuovo centro vaccinale in un immobile di proprietà della famiglia affittato a caro prezzo, ma anche la presenza in Giunta di uomini di fiducia. Tale era per i Pisano il consigliere comunale Domenico Scriva, anche lui ai domiciliari per scambio elettorale politico-mafioso.

In manette sono invece finiti invece capi, luogotenenti e affiliati dei clan Longo e Pisano. Gli arresti sono scattati alle prime luci dell’alba non solo nella Piana di Gioia Tauro, dove i carabinieri del Comando provinciale sono intervenuti a Rosarno, Anoia e Polistena, ma anche a Messina, Vibo Valentia, Salerno, Matera, Brindisi, Taranto, Alessandria e Pavia. Per tutti, le accuse sono a vario titolo di associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico – mafioso, traffico di stupefacenti, detenzione illegale di armi, tentato omicidio, usura e procurata inosservanza di pena. 

Piccolo ma feroce clan storicamente radicato a Rosarno, i Pisano hanno costruito sul traffico e spaccio di droga un piccolo impero che si è esteso fino a Battipaglia. E’ lì che secondo quanto emerso dall’inchiesta i “Diavoli” si erano radicati e avevano costruito una vera e propria base logistica stabile, che usavano per inondare di hashish e cocaina Campania e Basilicata. 



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