Negoziati Ucraina-Russia, in corso l’incontro a Gomel. Abramovich invitato. Ecco chi sono i negoziatori

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Un tavolo in una villa sulla riva del fiume Pripyat, nella città di Gomel, non lontano dalla centrale di Chernobyl, al confine con la Bielorussia. I colloqui sono in corso tra la delegazione ucraina e quella russa, con i rappresentanti di Kiev che hanno chiesto un cessate il fuoco “immediato” e il ritiro delle truppe russe.


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“Ogni ora che il conflitto si trascina, cittadini e soldati ucraini muoiono. Abbiamo deciso di raggiungere un accordo, ma deve essere nell’interesse di entrambe le parti”, ha affermato il capo negoziatore russo, Vladimir Medinski, uno dei massimi consiglieri del Cremlino.

Da Mosca, arrivano però le notizie delle richieste specifiche che il Cremlino ha in mente. Vladimir Putin in una telefonata con Emmanuel Macron avrebbe chiesto una Ucraina smilitarizzata e il ricoscimento della Crimea come territorio russo.

Chi sono i negoziatori al tavolo di Gomel

E’ il ministro della Difesa Oleksii Reznikov, un fedelissimo del presidente Zelensky, a guidare la delegazione ucraina ai negoziati in Bielorussia nella regione di Gomel. Alla testa della controparte russa, Vladimir Medinsky, consigliere di Putin, ex ministro della Cultura (2012-2020), molto noto per il suo estremo nazionalismo.

Dal lato ucraino del tavolo siedono poi: David Arakhamia, leader del partito di Zelensky, il vice ministro degli Esteri, Mykola Tochytskyi, già ambasciatore ucraino presso la Ue e poi in Gran Bretagna; Mikhailo Podoliak, consigliere del presidente e in questi giorni drammatici suo instancabile portavoce con i media, Rustem Umerov, uno dei tre deputati eletti a Kiev, Andryi Kostin, vice capo del gruppo di contatto trilaterale (tra Russia, Ucraina e l’Osce ) per un cessate il fuoco nel Donbass.

Per quanto riguarda la delegazione russa, accanto a Medinsky ci sono Alexander Fomin, il generale viceministro della Difesa, Andrei Rudenko, vice ministro degli Esteri dal 2019, dopo tre anni alla direzione del dipartimento che cura i rapporti con le ex repubbliche sovietiche, soprattutto Ucraina, Bielorussia e Moldavia. Non sono invece presenti per Mosca né il ministro degli Esteri russo, Serghey Lavrov, né quello Della Difesa, Serghey Shoigu.

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Roman Abramovich, invitato ma non presente

Nelle foto dell’incontro non compare Roman Abramovich, fra i più ricchi oligarchi russi, che, secondo il Jerusalem Post, su richiesta di Kiev sarebbe in Bielorussa per partecipare ai negoziati. Il suo portavoce da Londra si è limitato a confermare il suo impegno negoziale senza fornire dettagli specifici.
“Anche se l’influenza di Roman Abramovich è limitata – ha aggiunto – si è reso disponibile a fare un tentativo”.

Un portavoce del proprietario del Chelsea, il quale ha lasciato di recente a una fondazione la guida del club, ha confermato che l’imprenditore è stato contattato dagli ucraini per essere coinvolto nel negoziato e che sta dando il suo contributo ma non sono stati forniti ulteriori dettagli.

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