Nel bar della cabala di Valentino Rossi: “Stesso tavolo, stessi amici, stesso drink: i riti scaramantici del campione”

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“Valentino è molto scaramantico e ha sempre voluto che il tavolo fosse lo stesso, così come i posti a sedere, le cose da bere e da mangiare e le persone sedute al tavolo, cinque in totale: Uccio (Alessio Salucci), Alby (Alberto Tebaldi), il suo fisioterapista (Massimiliano Montanari) e quando avevo il tempo di sedermi, c’era un posto anche per me”. Con queste parole il titolare del Victor Lounge restaurant di Riccione, Elio Tognoni, racconta la cabala che prima di ogni gara il campione di Tavullia organizzava come rito scaramantico. “È iniziato tutto con la vittoria della sua prima gara in 500 (oggi Moto Gp) – ha affermato Tognoni, riferendosi all’aperitivo consumato al Victor nel lontano luglio del 2000, prima della gara disputata dal Dottore a Donington in sella alla Honda NSR 500 – portò bene e da allora, per 20 anni, è diventato un appuntamento fisso”. Lo studio di Tognoni sembra un museo di cimeli del nove volte campione iridato: dalle foto e le magliette autografate, fino ai caschi e una delle prime tute indossate nella classe regina del motomondiale. “Quando vinceva, si presentava sempre con un suo cappello firmato e me lo regalava in modo tale che lo potessi esporre nel locale. Il Victor era divenuto un punto di riferimento per i tifosi: venivano soprattutto per farsi le foto con i cappellini appesi”. Con il cambio di gestione, passato di padre in figlia, e la ristrutturazione del locale, è venuta meno anche l’esposizione dei cappellini gialli con l’inconfondibile numero 46, ma come mostrato dallo stesso Tognoni, sono stati conservati meticolosamente in uno scatolone:  “Quando Valentino smetterà di correre definitivamente, sia con la moto che con le macchine, faremo un’asta di beneficenza con questi cappellini e doneremo il ricavato ai bambini senza famiglie”.

Di Edoardo Bianchi

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