Nel data center che protegge i dati degli italiani: “Così combattiamo 70 mila attacchi hacker al giorno”

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Dentro ai computer e ai giganteschi dischi rigidi delle quattro sale del centro, 1000 metri quadri interrati e protetti da rischi di attacchi, alluvioni o incendi, ci sono i dati anagrafici e sanitari dei cittadini. Che una volta venivano conservati dagli enti pubblici in archivi cartacei, oggi vengono custoditi da grandi centri di raccolta dati. Questo, il Csi, Consorzio Sistemi Informativi, nato nel 1977 a Torino, è uno dei maggiori in Italia e gestisce i dati dei principali enti pubblici piemontesi ma non solo, anche ad esempio del comune di Milano, della Città Metropolitana di Milano e della Città Metropolitana di Roma. Non solo li custodisce e ne gestisce il flusso telematico, ma li protegge anche dagli attacchi hacker che giungono quotidianamente da parte di gruppi criminali di tutto il mondo. Proprio come quelli che hanno aggredito negli ultimi mesi la Regione Lazio e il comune di Torino. Quest’ultimo è stato sventato proprio dal Csi, che ne gestisce in media 50-70 mila al giorno.

di Giulia Destefanis

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