Nel segno di Modigliani una mostra virtuale per raccontare lartista

‘Nel segno di Modigliani’, una mostra virtuale per raccontare l’artista

La Republica News
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Amedeo Modigliani è stato un artista senza maestri e senza allievi, definito maledetto, bohémien, trasgressivo, principe. In pochi all’epoca hanno compreso e apprezzato la sua arte ma dopo la sua morte, avvenuta nel 1920, le sue opere sono state rivalutate e sono esposte nei maggiori musei nel mondo. Per celebrare il centenario della scomparsa dell’artista, l’istituto che porta il suo nome ha realizzato Nel segno di Modigliani,la mostra interattiva e gratuita accessibile sul sito dell’Istituto Amedeo Modigliani. Disponibile in italiano e in inglese, l’esibizione virtuale ripercorre tutti gli aspetti che contribuirono a rendere unica e irripetibile l’opera del grande artista livornese, soffocato dalla malattia che l’ha costretto a una vita breve ma intensa, drammatica e memorabile. L’allestimento online ricrea l’atmosfera, culturale e familiare, in cui maturò l’esperienza artistica e personale di Modigliani, un luogo ideale dove ritrovare i suoi dipinti, le fotografie e gli oggetti tra le persone che li hanno ispirati, i ricordi, le donne, gli amici, gli affetti.
Accompagnata dalle celebri note delle Gymnopedie di Erik Satie, la mostra si sviluppa in otto stanze tematiche nell’atelier virtuale allestito nella casa di Grugua in Sardegna, appartenuta al padre, Flaminio Modigliani, dove Amedeo passava le sue estati. Guidato da brevi video con voci narranti che raccontano periodi e aspetti della vita dell’artista, le sale raccolgono oltre sessanta dei suoi dipinti tra ricordi, foto e oggetti quotidiani. Ogni opera può essere ingrandita ed è accompagnata da didascalie, commenti tecnici, riferimenti storici.

Jeanne HébuterneDalla sua Livorno dove è nato il 12 luglio 1884, Modigliani ha viaggiato e studiato arte a Firenze, Venezia per stabilirsi poi a Parigi dove ha incontrato Jeanne, giovane pittrice e sua musa ispiratrice, che si è tolta la vita il giorno dopo la sua morte, avvenuta il 24 gennaio 1920. Dopo la presentazione dello stesso Modigliani, è Kiki di Montparnasse a introdurre la seconda stanza dedicata ai nudi. Qui sono raccolte le opere esposte nella sua prima mostra parigina, nel dicembre 1917, ma l’evento organizzato dall’amico Zbrorowski va oltre i canoni convenzionali del tempo e l’effetto è devastante. Fuori dalla galleria si raduna una folla indignata che grida allo scandalo, all’oltraggio al pudore. Alla richiesta di chiarimenti ai gendarmi intervenuti per far togliere i quadri dalla vetrina la risposta è spiazzante: “C’è che quei nudi hanno i peli”.

Particolare da ‘Portrait de Jeanne Hébuterne au fauteuil’ (1918)La terza stanza è dedicata all’amata Jeanne Hébuterne. “Fu terribile vedere Amedeo morente. avevamo già una figlia e aspettavo un altro bambino quando morì. Mi sono uccisa il giorno dopo, non potevo immaginare una vita senza di lui” racconta la voce narrante della sua musa. Oltre ai ritratti della giovane compagna, tra gli oggetti esposti nella camera c’è anche un foglio firmato da Modigliani nel luglio del 1919 quando festeggia con gli amici più stretti il suo trentacinquesimo compleanno. In un’atmosfera di grandi speranze, con entusiasmo scrive la sua promessa di matrimonio a Jeanne in attesa di ricevere i documenti. Ma la gioia e la fiducia nel futuro durano poco, l’aggravarsi delle condizioni di salute non gli consentiranno di mantenere l’impegno preso.È Beatrice Hasting a raccontare poi gli amici e mentori dell’artista italiano mentre l’amico pittore Kisling illustra la stanza dedicata ai volti e ai ritratti. C’è poi la stanza dei ricordi che custodisce alcune foto degli affetti più cari, e infine la sala cinema dove si possono vedere alcuni video: Una storia per immagini è un montaggio realizzato con materiale d’Archivio dell’Istituto Amedeo Modigliani. C’è poi il docufilm realizzato da Sky Arte in collaborazione con l’Istituto Amedeo Modigliani dedicato alla storia tra Amedeo e Jeanne e presentato dall’attrice Samantha Morton per il ciclo Artists in Love. Infine un video di presentazione del format espositivo ideato e realizzato dallo stesso istituto denominato Modlight – luce di Modigliani presentato per la prima volta a Napoli.La mostra, con il contributo della Regione Lazio, è stata ideata, organizzata e sostenuta dall’Istituto Amedeo Modigliani che ha curato anche la direzione scientifica in collaborazione con Roberto Pantè, direttore artistico che ha realizzato il virtual tour nella casa-atelier. Il progetto, oltre a celebrare il centenario della scomparsa dell’artista, intende contribuire alla divulgazione della conoscenza della vita e delle opere del pittore, mission fondamentale dell’Istituto. “Con questa mostra, servendosi del format Modlight utilizzato già da diversi anni nelle esposizioni, l’Istituto conferma e rafforza la sua funzione nella divulgazione culturale rivolgendosi a tutti gli appassionati dell’arte e di Modigliani in rete” afferma Luciano Renzi, presidente dell’Istituto. “Nello stesso tempo con questa mostra l’Istituto reagisce all’impossibilità di allestire mostre fisiche a causa della pandemia, ma coglie altresì la grande scommessa di realizzare la prima grande comunità internazionale in rete legata all’arte di Modigliani e allo stile italiano”.


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