Nessun regalo è inutile e perché riciclarlo è la scelta giusta

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Quante volte capita di scartare un regalo e rimanere delusi? A oltre 8 italiani su 10, secondo un’indagine eBay condotta da NielsenIQ, è successo almeno una volta. A uno su cinque proprio a Natale 2020 e un terzo ha paura succeda anche quest’anno. Mettiamolo in conto: riceveremo un dono indesiderato, doppio o che non ci piace.

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Che farne? Sicuramente non buttarlo. Inquina ed è uno spreco. Quindi, proprio come facciamo per carta e coccarde, ricicliamolo. Sostenendo la cultura del riuso riduciamo i rifiuti (in Italia solo nel 2020 ne sono stati prodotte 28,9 milioni di tonnellate) e facciamo bene al Pianeta. Quindi valutiamo queste opzioni, perché riciclare un dono non vuol dire solo rifilarlo casualmente a qualcun altro pur di disfarcene.

Regifting

Nonostante le buone maniere insegnino che non si deve mai ammettere di non aver gradito un regalo e sul riciclo dei doni regni ancora una sorta di tabù, un italiano su quattro è pronto a farlo. Stando alle stime Codacons, il 50% dei regali sgraditi (tra cui vini e panettoni, sciarpe, profumi, libri e anche gel disinfettante) verrà ridonato a parenti e amici: una pratica, conosciuta in inglese anche come regifting, che sta diventando sempre più di moda. Quindi, abbiate cura di fare un bel pacchetto ed eliminare biglietti o dediche per evitare figuracce. Ma soprattutto scegliete una persona che potrà davvero apprezzare quel dono in modo che non venga poi “ri-ri-regalato”.

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Rendiamolo al negozio

Se il regalo è accompagnato da uno scontrino di cortesia, o se abbiamo tanta confidenza e fortuna da poterlo chiedere e ottenere, facciamo come i tre su dieci che lo hanno riportato in negozio. Prendiamo in cambio un altro oggetto che ci piace di più, oppure un buono dello stesso valore, da spendere in futuro per qualcosa di più utile. Unica accortezza: mantenere intatte confezioni ed etichette, altrimenti il negozio potrebbe rifiutare di riprendere il dono sgradito.

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Vendiamolo

Se lo scontrino manca, rendere il regalo non è una strada praticabile. Venderlo potrebbe essere allora la soluzione giusta, scelta da un numero di persone sempre maggiore: ben il 33%. E possiamo farlo anche noi in maniera davvero facile, grazie alle sempre più numerose piattaforme di vendita, come eBay e Subito, ma anche ad app come Vinted o Wallapop o al marketplace di Facebook. Bastano delle foto ben realizzate, una descrizione accurata e un prezzo onesto: qualcuno otterrà quello che desidera e anche il nostro regalo deludente alla fine avrà avuto uno scopo.

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Scambiamolo

Siccome non saremo gli unici scontenti e i gusti sono vari, perché non organizzare con gli amici uno swap party? Ci si incontra, si porta il regalo che non vogliamo e si porta a casa qualcosa che ci interessa di più. Il libro di quell’autore che proprio non ci piace al posto di una bellissima sciarpa che il nostro amico lascerebbe nell’armadio. Vinciamo tutti. Se farlo con chi conoscete però vi mette in imbarazzo, o gli altri sono stati più fortunati di voi e sono soddisfatti di tutti i regali, ci sono anche soluzioni alternative: tenete d’occhio realtà come Rete zero waste che periodicamente organizza eventi di questo tipo. Ce ne potrebbe essere uno a breve nel vostro quartiere.

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Doniamolo

In ultimo, ma non per importanza, possiamo sempre portare i doni non graditi a qualche associazione che aiuta per le persone in difficoltà. Croce rossa italiana, Humana People to people, Caritas e Comunità di sant’Egidio sono in tutto il territorio, ma esistono anche molte realtà locali come Baobab a Roma o Sos Milano, e accettano donazioni di vestiario (di persona o nei contenitori di raccolta in giro per le città) da distribuire ai senzatetto o a chi ne ha bisogno. Qualcuna prende anche mobili e altri oggetti che poi vengono rivenduti, tra i tanti nei mercatini di Emmaus o nei Christmas store Vidas, per finanziare progetti di solidarietà nella comunità o di cooperazione internazionale. Così a Natale si è più buoni, non solo col Pianeta.

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