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Next Gen It, i Maneskin alla Festa della Repubblica dei Giovani di Italian Tech

La Republica News
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Il loro trionfo all’Eurovision è stato festeggiato dall’Italia intera. “Siete stati grandi a battere la Francia”, gli dicono tutti. Dai concerti improvvisati a via del Corso, i Maneskin hanno conquistato un paese. Prima la vittoria a Sanremo, poi il successo internazionale. Mentre aspettano di salire sul palco all’aperto del teatro India, che li acclama con un’ovazione al loro annuncio, Damiano, Thomas ed Ethan (Victoria, l’altra componente del gruppo è assente) sono sul tavolino all’ombra e ricevono complimenti da tutti i presenti.

Dopo tanto girare, sono tornati a casa, a Roma, e sono i protagonisti più attesi della Next Gen It, la festa della Repubblica dei giovani.  Un evento per dar voce agli under 30 del nostro paese, inascoltati per tanto tempo e chiusi in casa nell’ultimo anno e mezzo a causa della pandemia. “Se non ora, quando? Quando arriva il nostro tempo?”, la domanda a cui proverà a dare una risposta Italian Tech, la nuova testata del gruppo GEDI presentata proprio questa sera. Racconta le novità tecnologiche in tempo reale ma non solo, perché la mission del nuovo hub digitale è più ambiziosa: desidera anche ascoltare, capire e aiutare le nuove generazioni, attraverso il mondo del web a loro molto vicino, rendendole partecipi a 360° della trasformazione del paese.

Next Gen IT, la Festa della Repubblica dei Giovani di Italian Tech

Per questo insieme al direttore di Repubblica, Maurizio Molinari, al direttore di Italian Tech, Riccardo Luna, e  e ai giornalisti Ernesto Assante e Alessandra Vitali, all’evento odierno ci sono artisti, cantanti, attivisti, imprenditori, ricercatori, tutti tra i 18 e i 30 anni. Ragazzi che con tanto lavoro e studio sono riusciti ad emergere: diversi per passioni e abilità, uniti nella voglia di sognare un futuro nuovo. L’unico fuoriquota, carta d’identità alla mano, è Saverio Raimondo, che sarà protagonista con un monologo. Presente anche Fabiana Dadone, ministra alle Politiche Giovanili.

Ad aprire le danze, un altro romano padrone di casa. Filippo Uttinacci, in arte Fulminacci, uno dei cantautori più emergenti del momento, anche lui protagonista al festival di Sanremo. “A noi giovani ci danno poche opportunità, purtroppo è così. Cerco di non pensarci a queste cose brutte anche se è la realtà. Speriamo che da questa sera possa cambiare qualcosa”. “Ci siamo fatti sentire quest’anno eh, il Festival è andato in direzione di noi ragazzi”, commenta con soddisfazione Gaudiano, vincitore di Sanremo giovani: “Cosa è cambiato? Intorno a me tante cose, ma io sono rimasto lo stesso e sono contento, perché ho paura di perdere di vista le cose importanti nella vita”.

Dopo la musica, spazio per un tema più delicato: le lotte dei giovani e il problema della discriminazione. Mentre Riccardo Luna ricorda la vicenda di Patrick Zaki e gli fa gli auguri di compleanno (il 16 giugno farà 30 anni, ndr) insieme alla platea, l’attivista Laeticia Ouedraogo racconta la sua storia: “Ho scoperto in Italia di essere nera. Sono andata a studiare anche in Francia, dove è molto diverso. La mia presenza lì non ingombrava, ero vista come un elemento positivo e come una risorsa per la Francia”. Nonostante sia qui dal 2008, non è ancora cittadina italiana, perché “questo paese non vuole approvare la riforma, ha paura dell’invasione degli africani. Ma siamo un milione su 60…”. 



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