No Pass, su Telegram minacce al sindaco di Milano Sala: “Si parla di decapitazioni, non si scherza con il fuoco”

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“Da alcune ore su Telegram si è scatenato il mondo dei No Green Pass, ci sono i miei numeri di telefono, la mia mail, si parla di decapitazione”. Lo ha reso noto il sindaco di Milano Beppe Sala in un video sulle sue pagine social in cui ha raccontato come le sue parole su come gestire le manifestazioni del sabato pomeriggio dei ‘No Green pass’ siano state travisati da alcuni giornali e questo avrebbe portato alle minacce in rete. Sala ha spiegato di avere partecipato alcuni giorni fa ad una trasmissione televisiva (‘L’Aria che tirà su La7)  dove gli è stato chiesto dei disagi che ogni sabato interessano Milano per la manifestazione dei No Green Pass. Indagini sono state avviate dalla Digos e dalla Polizia postale, con il coordinamento di Alberto Nobili, procuratore aggiunto dell’antiterrorismo. Un fascicolo conoscitivo sarà aperto in procura, in particolare per capire la provenienza di queste minacce e il livello di pericolosità dei soggetti coinvolti.

“Io ho risposto che la polizia potrebbe fare solo una cosa, caricarli, cosa che ovviamente io capisco che il prefetto non intende fare – ha spiegato Sala – . Andando avanti poi dico che servirebbero più uomini e donne della polizia sul campo per contenerli posto che l’opzione carica non esiste”. Il giorno dopo “guardate cosa titolano due quotidiani. La Verità, ‘Sala, la Polizia carichi i no Green pass’, Il Giornale ‘Sala, giusto caricare i cortei no Green pass’.  Prima di tutto querelerò i due giornali, poi cercherò di stare tranquillo. Ma voglio dire a tutti che in questo momento non si scherza con il fuoco”, ha concluso.

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Ed è sulla chat Telegram ormai famosa ‘Basta dittaturà che hanno iniziato a scrivere minacce e insulti a Sala, chiedendo di diffondere il suo indirizzo di casa e parlando di decapitazioni. Materiale che, fanno sapere da Palazzo Marino, è già al vaglio della polizia postale. Già nei mesi scorsi i pm hanno indagato su minacce e pianificazioni di violenze avvenute attraverso i canali Telegram. Un’indagine, coordinata dal pm Piero Basilone, riguarda i cosiddetti “guerrieri”, una chat in cui si identificavano obbiettivi da colpire, in particolare giornalisti e politici. Otto le persone indagate in quell’inchiesta.

“Solidarietà a Beppe Sala. Episodi come questi ci dicono, anche, quanto sia pericolosa la disinformazione fatta da alcuna stampa. Esprimiamo al sindaco piena vicinanza per quanto accaduto e una ferma condanna rispetto a questi metodi. Nessuno spazio per chi usa e diffonde violenza. Noi andiamo avanti a difendere green pass e vaccinazioni e siamo certi che Sala non si lascerà intimidire”, così la segretario Pd Silvia Roggiani.

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“Siamo vicini ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà e quella del mondo imprenditoriale al sindaco Sala per le gravissime minacce ricevute. Minacce che rivelano una degenerazione molto preoccupante delle problematiche relative all’utilizzo del green pass. Uno strumento grazie al quale sta ripartendo la vita civile ed economica del nostro Paese e di Milano. Ovviamente è più che legittimo il dissenso che però non può mai tradursi in espressioni ed azioni violente, compresa la paralisi delle città per manifestazioni non autorizzate. In questa fase ancora così difficile occorre ritrovare con urgenza unità di intenti – pur nella diversità delle posizioni – avendo ben presente che il nemico comune da sconfiggere è la pandemia e non le soluzioni per combatterla”: così commenta Carlo Sangalli, presidente di Camera di commercio e Confcommercio.

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